Eventi climatici estremi: Perugia nella Top 10 delle città fino a 500.000 abitanti

Tra eventi meteo estremi, abitazioni inefficienti e bollette in aumento, Legambiente Umbria rilancia l’allarme e chiede un’alleanza per accelerare la transizione energetica.

In Umbria, gli effetti della crisi climatica stanno emergendo con una forza sempre più evidente, intrecciandosi con temi che riguardano l’ambiente, la povertà energetica, la dipendenza dalle fonti fossili e il paesaggio come risultato dell’interazione tra comunità e territorio. Secondo Legambiente, questi fenomeni non rappresentano emergenze separate, ma componenti dello stesso problema: il sistema energetico attuale, fragile, costoso e non più sostenibile.

I dati dell’ultimo rapporto Città Clima mostrano con chiarezza l’entità del problema. Perugia risulta tra le prime dieci città italiane (fascia 150mila–500mila abitanti) per numero di eventi climatici estremi, in particolare alluvioni e ondate di calore prolungate. A Terni, le estati diventano sempre più dure, con una media di 45,5 giornate annue oltre i 35°C e un aumento della mortalità legata al caldo.

“Siamo solo di fronte alla punta dell’iceberg”, evidenzia Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria. Le conseguenze riguardano anche settori cruciali come l’agricoltura, penalizzata dalla scarsità d’acqua e dall’irregolarità delle piogge; le risorse idriche, sempre più ridotte; gli incendi; il dissesto idrogeologico, che continua a esporre intere aree del territorio a rischi elevati.

A complicare il quadro umbro c’è l’aumento della povertà relativa, arrivata nel 2024 all’8,4% delle famiglie. Una parte ancora più ampia della popolazione vive difficoltà economiche legate ai costi energetici e all’elevata incidenza di abitazioni inefficienti. I dati ENEA mostrano infatti che oltre il 70% degli immobili dotati di attestato di prestazione energetica appartiene alle classi E, F o G, le meno performanti.

Caro-energia influisce

Parallelamente, l’Italia paga il costo dell’energia elettrica più alto d’Europa, un primato dovuto principalmente alla forte dipendenza dal gas. Il prezzo del metano, influenzato dai conflitti internazionali e dall’instabilità degli approvvigionamenti, si traduce in bollette sempre più pesanti per famiglie e imprese, mentre i salari restano fermi.

In questo contesto, Legambiente sottolinea la necessità di accelerare una transizione energetica condivisa, un percorso che coinvolga istituzioni, imprese, comunità e ricerca. Una vittoria lenta, avverte l’associazione, sarebbe equivalente a una sconfitta di fronte alla rapidità dei cambiamenti climatici. Servono quindi collaborazione, coordinamento e nuove politiche che evitino deleghe pericolose alle generazioni future.

La dimensione internazionale del tema energetico emerge con forza nei contesti di conflitto. Secondo Legambiente, molte guerre recenti sono strettamente legate alla volontà di controllare risorse energetiche strategiche. A Belem, in Brasile, rappresentanti di tutto il mondo stanno discutendo del futuro del multilateralismo climatico, un percorso oggi messo a dura prova dai nazionalismi e dalle tensioni geopolitiche. Eppure, sottolineano gli esperti, riprendere un’azione collettiva efficace è indispensabile per affrontare una minaccia globale che si ripercuote anche localmente.

Le parole di Legambiente

A confermare questa visione interviene Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che individua nella transizione energetica lo strumento per costruire un futuro diverso: “Significa sottrarsi alla dipendenza da pochi attori energetici e creare un sistema diffuso e democratico, capace di generare sviluppo e lavoro nei territori oggi più fragili. Occorre accompagnare i soggetti vulnerabili negli investimenti necessari, perché proprio loro sono quelli che più trarrebbero vantaggio da questo processo”.

Ciafani richiama poi l’urgenza di una norma sulle aree idonee che consenta uno sviluppo ordinato degli impianti a fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’agrivoltaico fino all’eolico. Un passo essenziale per garantire crescita, sostenibilità e autosufficienza energetica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Eolico
L’associazione spinge per una maggiore diffusione delle energie rinnovabili, tra cui l’eolico, per raggiungere gli...
Caldaia
La Regione avvia una vasta campagna di verifiche sugli impianti termici domestici: quasi il 30%...
Dal 2010 al 2025 temperature in forte aumento in Umbria: +1,7 gradi a Perugia e...

Altre notizie