Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano una delle principali direttrici della politica energetica della Regione Umbria, ma la recente riduzione delle risorse destinate al loro finanziamento, prevista dal PNRR, sta suscitando preoccupazione. L’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, ha espresso grande preoccupazione per il taglio retroattivo di 23 milioni di euro che riguarda i comuni con meno di 50mila abitanti, e per la mancata proroga di un termine che era considerato fondamentale per il corretto sviluppo delle CER.
Le preoccupazioni sui tagli del PNRR
In particolare, la Giunta regionale ha manifestato disappunto per la riduzione delle risorse che erano state destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili, da sempre considerate una delle chiavi per la transizione energetica e la sostenibilità della regione. Il taglio di 23 milioni di euro è stato definito come un “colpo retroattivo” che mette a rischio il futuro delle CER, infrastrutture strategiche che non solo favoriscono la produzione di energia rinnovabile, ma anche il bilanciamento dei consumi sulla rete di distribuzione.
L’assessore De Luca ha inoltre sottolineato che la mancata concessione della proroga – che si riteneva una misura naturale per garantire la corretta implementazione dei progetti – compromette ulteriormente il percorso di sviluppo delle energie rinnovabili nelle comunità umbri. Il PNRR, che avrebbe dovuto essere uno strumento fondamentale per il sostegno a queste iniziative, si sta rivelando più limitato del previsto, ponendo un freno ai progetti e rallentando l’adozione di soluzioni energetiche alternative.
Il Decreto Transizione 5.0 e la normativa sugli “Aree Idonee”
Oltre ai tagli, l’assessore ha anche evidenziato un ulteriore ostacolo rappresentato dal nuovo Decreto Transizione 5.0, entrato in vigore recentemente. In particolare, la norma contenuta nell’articolo 3, comma 3, lettera m), che riguarda le “Aree idonee su terraferma”, impedisce alle Regioni di individuare aree idonee per la realizzazione delle CER entro un raggio di 500 metri dai beni tutelati dal Dlgs 42/2004 (il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).
Questa disposizione, secondo De Luca, di fatto annulla l’innovazione introdotta dalla Legge Energia regionale, che prevedeva la possibilità di qualificare le aree idonee per i progetti destinati alle comunità energetiche. L’impossibilità di identificare aree adeguate in prossimità di beni tutelati potrebbe ostacolare gravemente la possibilità di sviluppare queste infrastrutture, rallentando ulteriormente il processo di decarbonizzazione e limitando l’autosufficienza energetica delle comunità locali.
L’appello al Governo
A fronte di queste problematiche, l’assessore De Luca ha lanciato un appello al Governo affinché riveda le proprie decisioni riguardo al taglio delle risorse PNRR e alla definizione delle aree idonee. Le CER, infatti, non sono soltanto una risposta alle esigenze energetiche della Regione, ma sono anche un’importante infrastruttura strategica per il bilanciamento dei consumi e il miglioramento dell’efficienza energetica sulla rete.
“Ogni semplificazione e incentivo rappresenta un investimento, non una spesa”, ha sottolineato l’assessore, evidenziando come la transizione ecologica debba essere supportata da politiche che incentivano e non penalizzano lo sviluppo delle energie rinnovabili. L’intervento sul settore energetico, secondo De Luca, dovrebbe essere facilitato, non ostacolato, soprattutto in una fase in cui l’Umbria, come altre regioni, sta cercando di raggiungere gli obiettivi previsti dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima).
L’impegno della Regione Umbria
Nonostante le difficoltà, la Regione Umbria, sotto la guida dell’assessore De Luca, si impegnerà a fare tutto il possibile per compensare i tagli decisi dal Governo. In particolare, l’Amministrazione regionale punta a riprogrammare i fondi europei per supportare i progetti energetici e a sfruttare le opportunità offerte dalla Mid Term Review sugli interconnettori energetici, attualmente in fase di analisi. L’obiettivo è quello di non perdere terreno nella realizzazione di un sistema energetico più sostenibile e indipendente