Il segretario regionale della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, insieme ai consiglieri regionali Donatella Tesei ed Enrico Melasecche, ha risposto alle recenti dichiarazioni della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti sulla ZES (Zona Economica Speciale). Secondo i rappresentanti della Lega, le affermazioni della presidente sarebbero non solo tecnicamente errate, ma anche fuorvianti, alimentando aspettative irrealistiche nei confronti dei territori umbri.
La posizione della Lega sulla ZES
Nel mirino della Lega ci sono le dichiarazioni della presidente Proietti, che ha parlato della disponibilità di nuovi incentivi fiscali per i comuni umbri all’interno della ZES, facendo riferimento alla possibilità di estendere le aree ammissibili. I rappresentanti della Lega sottolineano che la determinazione delle aree incluse nel perimetro della ZES, non dipende dalla Regione Umbria, ma è stata decisa a livello europeo. Le aree beneficiarie degli incentivi fiscali, in particolare il credito d’imposta, sono state stabilite dalla Commissione Europea sulla base della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027.
“Le aree incluse nel perimetro del credito d’imposta legato alla ZES non sono frutto di decisioni politiche discrezionali della Regione”, spiegano Marchetti, Tesei e Melasecche. Le mappe delle aree ammissibili sono definite seguendo i criteri previsti dagli Orientamenti UE sugli aiuti di Stato, che prendono in considerazione indicatori socio-economici, la continuità territoriale delle aree e, in particolare, il limite demografico massimo consentito dall’Unione Europea per le zone ‘107.3.c’, che stabilisce le aree ammissibili agli aiuti di Stato.
I vincoli imposti dall’Unione Europea
Secondo i rappresentanti della Lega, l’Unione Europea ha assegnato una quota di popolazione ammissibile a ciascuno degli Stati membri, e tale quota è stata già saturata dall’Italia e dall’Umbria nella candidatura per il periodo 2022-2027. Questo significa che non è possibile ampliare il perimetro della ZES unilateralmente, né inserire nuovi territori senza rispettare gli indicatori definiti dall’UE.
L’eventuale inclusione di un nuovo Comune richiede che venga identificata una zona omogenea e contigua che rispetti i criteri UE, ma contemporaneamente, si dovrà escludere un’altra area, dato che il plafond di popolazione ammissibile è già stato saturato. La Lega ribadisce che ogni modifica al perimetro della ZES deve essere valutata a livello nazionale, approvata dal Governo, condivisa con le altre Regioni coinvolte e notificata alla Commissione Europea.
L’appello alla presidente Proietti
Marchetti, Tesei e Melasecche invitano la presidente Proietti a lavorare con maggiore serietà e a studiare i documenti europei, piuttosto che semplificare un dossier complesso con l’obiettivo di scaricare responsabilità politiche inesistenti. La Lega ritiene che l’Umbria abbia bisogno di rigore istituzionale e di competenze negoziali, non di slogan politici privi di fondamento tecnico.
“L’Umbria ha bisogno di rigore istituzionale e competenza negoziale, non di slogan o rivendicazioni prive di fondamento tecnico”, concludono i rappresentanti della Lega, ribadendo la necessità di una gestione competente e tecnicamente fondata dei progetti di sviluppo regionale.
La ZES e gli incentivi fiscali
Nonostante le critiche, la Lega conferma l’importanza delle Zone Economiche Speciali (ZES) come strumento per favorire lo sviluppo economico delle regioni, ma insiste che le decisioni relative all’estensione della ZES debbano rispettare i vincoli e i criteri europei. L’obiettivo è garantire che le aree beneficiarie degli incentivi siano selezionate secondo parametri oggettivi, per evitare speranze infondate nei territori che non rispettano i requisiti europei.