Il tennis per ricominciare: al carcere di Capanne l’iniziativa Sport Active

Sport, inclusione e riabilitazione: così nasce Sport active, il progetto che migliora la vita dei detenuti.

sport active

Racchetta e pallina per rinascere. All’interno del carcere perugino di Capanne, sezione maschile, nasce l’iniziativa Sport active – allenati a stare bene., con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei detenuti e favorire la loro rieducazione sociale. I principi fondanti del progetto sono il rispetto reciproco, il fair play, la competizione sana e l’allenamento di mente e corpo, valori che accompagnano i partecipanti in un percorso di crescita personale e sociale. Il progetto prevede un allenamento regolare che coinvolge i detenuti in attività fisiche come il tennis e il pickleball, supportate da istruttori qualificati.

Il progetto sportivo in carcere

Lo sport è da sempre considerato uno strumento educativo fondamentale, capace di insegnare il rispetto per l’altro e di impegnare costruttivamente il tempo. Nel contesto carcerario, dove il tempo può spesso diventare un nemico, l’introduzione di attività sportive rappresenta una valida alternativa che permette ai detenuti di perseguire obiettivi sani e di sviluppare un senso di appartenenza a una comunità. Il progetto Sport active, promosso da Sport&salute e realizzato in collaborazione con Frontiera lavoro e il Tennis club Chiugiana, ha previsto un totale di 206 ore settimanali di allenamenti e lezioni, con il coinvolgimento attivo dei detenuti.

La partita finale e l’impatto positivo

La conclusione del programma è stata segnata da un’esibizione finale di tennis, durante la quale i detenuti hanno avuto l’opportunità di mettere in pratica quanto appreso. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui la vicedirettrice della struttura penitenziaria Eva Mariucci e il vicepresidente del comitato regionale umbro della federazione tennis Fabio Garzi. I partecipanti, selezionati dalla direzione del carcere, hanno sottolineato il valore riabilitativo e inclusivo dell’iniziativa, testimoniando come lo sport possa rappresentare una vera e propria finestra di speranza sulla loro condizione. Uno dei detenuti ha infatti dichiarato: «Il tennis mi piace perché butti fuori tutto quello che tieni dentro, anche le tensioni, ti aiuta ad accettare meglio la tua situazione».

Lo sport come via di fuga e integrazione

All’interno delle strutture penitenziarie, dove spesso prevalgono la frustrazione e la solitudine, lo sport diventa un potente alleato per combattere la depressione e favorire il benessere psicofisico. Luca Verdolini, coordinatore del progetto, ha dichiarato: «Il tennis ha annullato le distanze, le rivalità, i sospetti reciproci e in tanti, grazie alla pratica sportiva, si sono tirati fuori dalla depressione». L’attività sportiva ha avuto effetti positivi anche sulla coesione sociale tra i detenuti, stimolando il rispetto delle regole e il lavoro di squadra, aspetti cruciali per la riabilitazione. Inoltre, lo sport offre ai partecipanti un’alternativa concreta al loro stile di vita passato, proponendo nuovi modelli relazionali e di comportamento.

Sport active: un progetto che coinvolge anche la sezione femminile

Il programma Sport active non si limita alla sezione maschile del carcere di Perugia, ma prevede anche attività nella sezione femminile, dove è stata introdotta la pallavolo. Grazie alla partecipazione di 12 detenute, anche loro hanno potuto beneficiare dei valori educativi dello sport, migliorando il loro stato di salute fisica e mentale e creando momenti di integrazione sociale.

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