Ponte San Giovanni, il progetto di riqualificazione dello svincolo fra critiche ed innovazione

Lavori complessi per il potenziamento dello svincolo: 11 fasi, il piano di mitigazione e le critiche del comitato locale.

Il progetto di riqualificazione dello svincolo di Ponte San Giovanni, uno dei nodi viari più importanti di Perugia, è stato al centro della discussione nella commissione Urbanistica di giovedì 20 novembre. Si tratta di un intervento destinato a durare fino al 2030, un cantiere altamente impattante che, secondo i tecnici di Anas, cambierà in modo significativo la viabilità umbra nei prossimi anni.

L’intervento, che prevede il potenziamento dello svincolo e il raddoppio delle rampe di accesso, è stato presentato come un progetto decisivo per il futuro della viabilità. Tuttavia, il dossier è complicato e i membri delle opposizioni hanno richiesto più tempo per esaminare i dettagli, aggiornando l’udienza a lunedì o martedì della prossima settimana. Tra le principali questioni discusse, c’era l’autorizzazione al Comune di Perugia per partecipare alla conferenza dei servizi decisoria, convocata per il 3 dicembre, e la proposta di variante al Piano Regolatore, necessaria dopo il rifiuto del Ministero dei Trasporti sulla conformità del progetto.

Le fasi e la durata dei lavori

L’ingegner Del Monaco, responsabile di Anas per la gestione della rete umbra, ha spiegato che il progetto prevede ben undici fasi di cantiere, un numero inusuale per un intervento di questo tipo. La durata complessiva dei lavori è stimata in circa 36 mesi, con l’avvio previsto per i primi mesi del 2026. La difficoltà principale, come sottolineato dall’ingegner De Franciscis, responsabile del procedimento, sarà lavorare su infrastrutture già esistenti e sature, specialmente nelle ore di punta.

Le undici fasi sono necessarie per mantenere la viabilità in esercizio durante i lavori, utilizzando carreggiate ristrette e lavori notturni per limitare i disagi. Inoltre, è stato evidenziato che, vista l’impossibilità di creare percorsi alternativi dentro il centro abitato, è preferibile un cantiere più lungo che non aggraverebbe ulteriormente la situazione già difficile di Ponte San Giovanni.

Interventi su gallerie e impatti sulla viabilità

Oltre al potenziamento dello svincolo, si prevede il rinnovamento delle gallerie di Pallotta e Madonna Alta, che sono rimaste non riqualificate negli anni scorsi. Questi interventi, che inizieranno nel 2026 e dureranno circa due anni, si svolgeranno senza sovrapporsi ai lavori dello svincolo. Il piano prevede l’utilizzo di tecniche innovative per mantenere le gallerie aperte al traffico.

Prescrizioni ambientali e modifiche al progetto

Durante la commissione, sono state sollevate diverse prescrizioni ambientali per tutelare il territorio. Tra le più rilevanti, è stato richiesto lo stralcio della rotatoria prevista a Balanzano, ritenuta poco utile per la viabilità locale. Inoltre, Anas ha confermato che il progetto verrà aggiornato in questa direzione. Misure di mitigazione acustica saranno anche potenziate lungo i tratti che attraversano abitazioni, attività produttive e aree di aggregazione, come quelle in fase di costruzione, comprese le palestre nel quartiere.

Le critiche del Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”

Non sono mancate le criticità sollevate dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, che ha espresso forti perplessità sul progetto. Il comitato ritiene che il raddoppio delle rampe e gli interventi proposti non siano sufficienti per risolvere i problemi di traffico, inquinamento e vivibilità che da tempo affliggono la zona. Secondo il comitato, il progetto manca di un studio trasportistico complessivo del sistema viario, che il Comune aveva richiesto sin dalla conferenza preliminare, ma che non è stato mai realizzato. Inoltre, non è stato effettuato uno studio ambientale dettagliato sugli impatti inquinanti e acustici, necessari per valutare l’efficacia delle misure di mitigazione.

Riflessioni sul futuro

Il comitato solleva anche preoccupazioni sul collo di bottiglia che si verificherà con il raddoppio delle rampe. La nuova configurazione, infatti, prevede 5 corsie su due in alcuni tratti, creando potenziali riflussi di traffico e rallentamenti. L’aggravamento della congestione dovuto ai cantieri, con possibili chiusure temporanee e deviazioni, potrebbe aumentare i disagi per i residenti e per chi usa quotidianamente quella viabilità.

In conclusione, il comitato invita il Consiglio Comunale a riflettere attentamente su questi aspetti prima di procedere con l’approvazione finale del progetto, sottolineando che, pur essendo un passo necessario, l’intervento potrebbe non risolvere completamente i problemi di viabilità e salute pubblica a Ponte San Giovanni.

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