Calenda a Perugia: “Uno scontro istituzionale è l’ultima cosa che ci serve”

Il leader di Azione a Perugia commenta le tensioni istituzionali e lo scandalo corruzione in Ucraina: “Serve equilibrio, non propaganda”

Durante un incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Perugia, Carlo Calenda è intervenuto su due temi di attualità politica e internazionale. Il segretario di Azione, rispondendo alle domande della stampa, ha parlato della recente visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni del consigliere Francesco Saverio Garofani riportate da un quotidiano nazionale.

Di tutto abbiamo bisogno oggi, per quello che ci accade intorno, tranne che di un conflitto istituzionale”, ha dichiarato Calenda, sottolineando l’importanza di mantenere un clima di equilibrio tra le istituzioni repubblicane. Ha poi aggiunto: “Mattarella è una persona con equilibrio impeccabile e sono contento che la Meloni sia andata oggi a chiudere questa storia di cui non abbiamo assolutamente bisogno”.

Calenda ha colto l’occasione anche per commentare le recenti affermazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha definito il governo ucraino un “regime tossico”, in riferimento allo scandalo corruzione scoppiato a Kiev. Il segretario di Azione ha voluto sottolineare la differenza tra il sistema ucraino e quello russo, rimarcando la presenza in Ucraina di un’autorità anticorruzione indipendente.

La differenza tra la Russia e l’Ucraina è che quest’ultima ha una unità anticorruzione indipendente che è quella che ha trovato lo scandalo, tra l’altro sui fondi dell’energia e non su quelli che riguardano gli armamenti, mentre la Russia è tutta corrotta”, ha spiegato Calenda. Ha poi rincarato la dose: “La Russia è in mano ad una cleptocrazia, ad un branco di ladri che opprimono il loro popolo e di cui non sappiamo niente”.

Con queste parole, Calenda ha voluto ribadire la sua posizione filo-occidentale, difendendo la trasparenza delle istituzioni ucraine nonostante le difficoltà, e condannando il sistema autoritario e opaco della Russia di Putin. Un intervento, il suo, che si inserisce nel dibattito in corso sulle relazioni internazionali e sul ruolo dell’Italia nel conflitto russo-ucraino, ma anche nelle dinamiche politiche interne, segnate da forti tensioni tra Esecutivo e Quirinale.

Nel corso dell’incontro a Perugia, il leader di Azione ha rimarcato la necessità di ristabilire un dialogo istituzionale responsabile e ha espresso soddisfazione per l’iniziativa della presidente del Consiglio: una visita al Capo dello Stato che, a suo dire, ha contribuito a stemperare un clima che rischiava di degenerare in tensione politica inutile e dannosa.

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