La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, ha preso parte all’Assemblea nazionale dell’ANCI, partecipando al panel “Sindaci costruttori di pace” insieme al Cardinale Matteo Zuppi. Durante il suo intervento, la sindaca ha sottolineato il ruolo cruciale che i sindaci e le amministrazioni locali possono svolgere nel costruire una cultura di pace, soprattutto in un periodo storico segnato da conflitti che non sono più lontani ma che toccano da vicino le nostre comunità, portando con sé fragilità sociali, migrazioni forzate e tensioni alimentate dalla paura e dall’ineguaglianza.
Ferdinandi ha ribadito la necessità di decisioni politiche lungimiranti, mettendo in evidenza come la Legge di Bilancio debba riflettere l’impegno verso la cooperazione internazionale, invece di favorire l’aumento delle spese militari. “La pace non si costruisce aumentando la capacità di combattimento, ma rafforzando quella di sviluppo”, ha dichiarato, esprimendo il parere che la pace non dipenda dalle armi, ma piuttosto dai diritti, dal welfare, dall’istruzione e dalla dignità garantita a ogni persona.
Le città, secondo la sindaca, sono quelle che conoscono meglio di chiunque altro le conseguenze dei conflitti. Ogni giorno, i sindaci sono testimoni di famiglie che accolgono rifugiati, di bambini che arrivano dalle guerre con ferite visibili e invisibili, e di scuole che lavorano incessantemente per costruire convivenza e futuro. Questo, ha spiegato, rende i Comuni protagonisti di una nuova diplomazia dal basso, una diplomazia fatta di relazioni autentiche, partenariati solidi, cooperazione e gemellaggi con territori colpiti da conflitti e crisi umanitarie.
La cooperazione territoriale è stata definita da Ferdinandi un pilastro fondamentale per costruire comunità più sicure e giuste. La sindaca ha evidenziato come debba essere sostenuta con risorse adeguate e strutturali, in quanto non esiste sicurezza senza giustizia sociale, senza servizi essenziali garantiti come acqua, scuole, ospedali e senza opportunità di crescita e lavoro. “Non può esserci pace dove mancano i diritti fondamentali”, ha aggiunto, ribadendo che la pace deve essere preparata con azioni concrete, non con parole vuote.
Ferdinandi ha concluso il suo intervento sottolineando che la vera sicurezza non si costruisce con la paura, ma con la cooperazione, la solidarietà internazionale e la prevenzione dei conflitti. Ha esortato l’Italia a percorrere questa strada, mettendo al centro i popoli e non le armi, e riconoscendo il ruolo fondamentale dei territori nel costruire un mondo più giusto e pacifico.