Foligno, arrestata una 53enne durante i servizi nelle periferie

La Polizia intensifica i controlli a Borroni e Sant’Eraclio, 87 persone identificate e un arresto per una condanna definitiva

Nei giorni scorsi il Commissariato di Polizia di Foligno ha potenziato i servizi di controllo del territorio, concentrandosi in particolare sulle zone periferiche di Borroni e Sant’Eraclio. L’attività ha visto la partecipazione di più pattuglie impegnate in servizi di prossimità e posti di controllo stradali con l’obiettivo di garantire sicurezza e prevenzione dei reati nelle aree più sensibili della città.

Durante l’operazione sono state complessivamente identificate 87 persone e sottoposti a verifica 42 veicoli: numeri che testimoniano l’intensificazione dell’attività di polizia nella zona. Le verifiche hanno incluso controlli documentali e accertamenti di routine finalizzati sia alla prevenzione di reati che al contrasto di fenomeni di degrado urbano.

Nel corso dei servizi, gli agenti hanno inoltre rintracciato una donna di 53 anni, cittadina italiana già nota agli archivi della Polizia di Stato per numerosi precedenti relativi a furti, reati contro il patrimonio, offese alla persona e violazioni in materia di sostanze stupefacenti. La donna risultava destinataria di una sentenza definitiva di condanna e, al momento dell’intervento, la sua posizione è stata verificata tramite le banche dati in uso alle forze dell’ordine.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alla 53enne era stata inflitta una pena definitiva pari a due anni, cinque mesi e ventitré giorni di reclusione per il reato di minacce aggravate. Il provvedimento giudiziario trae origine da due episodi distinti in cui la condannata avrebbe minacciato un’altra persona e i suoi familiari con un coltello, circostanze ritenute aggravanti dal giudice al momento della condanna.

Una volta localizzata, la donna è stata accompagnata in Commissariato per le formalità di rito: è stata effettuata la notifica dell’atto di esecuzione della pena e sono state redatte le pratiche necessarie per il suo trasferimento. Successivamente è stata disposta l’associazione presso la casa circondariale di Perugia, dove sconterà quanto stabilito dalla sentenza.

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