Un investimento strutturale per riportare vita, servizi ed economia nei borghi umbri: è questo il cuore del progetto annunciato da Simona Meloni, assessora al Pnrr, politiche agricole, montagna, aree interne, parchi, turismo e sport della Regione Umbria. Palazzo Donini sta lavorando a una legge regionale per la valorizzazione dell’Appennino e dei piccoli comuni, con un budget complessivo di 61 milioni di euro già stanziati per interventi mirati.
Cinque strategie per cinque aree interne
I fondi sono destinati ad azioni concrete calibrate su cinque diverse aree dell’Umbria interna, con l’obiettivo di ricostruire la rete dei servizi essenziali — sanità, scuola e mobilità — ritenuti fondamentali per migliorare la qualità della vita e fermare l’emorragia demografica. Secondo l’assessora, queste misure riguardano oltre 230 mila umbri, ma in realtà toccano l’intero equilibrio territoriale della regione.
Una nuova legge per il ripopolamento dei borghi
Accanto agli interventi già in corso, è in fase di definizione una nuova legge regionale sulla valorizzazione diffusa dell’Umbria, con un focus sul ripopolamento dell’Appennino e delle aree rurali. La norma, in discussione a Palazzo Cesaroni, punta a incentivare la residenzialità attiva, favorendo anche il rilancio del tessuto economico attraverso strumenti legati a turismo, cultura, artigianato, agroalimentare e paesaggio.
Connessioni digitali e lavoro da remoto al centro del piano
Il progetto guarda anche al futuro e ai nuovi modelli di vita e lavoro. La legge regionale sosterrà l’insediamento nei borghi garantendo infrastrutture adeguate e connessioni digitali veloci, per rendere possibile vivere nei centri minori senza rinunciare a servizi e opportunità professionali.
L’obiettivo, spiega Meloni, è intercettare quella crescente tendenza che vede molti visitatori scegliere di fermarsi nei borghi umbri, attratti dal ritmo della vita, dalla bellezza dei luoghi e dalle possibilità offerte dal lavoro agile.
In attesa delle linee guida nazionali sulla montagna
La futura norma regionale si inserirà in un quadro più ampio, in attesa delle direttive nazionali legate alla Legge 131/2025, che prevede una nuova classificazione dei comuni montani con specifici fondi e agevolazioni. La Regione Umbria intende tuttavia dotarsi di una propria cornice normativa autonoma, per tutelare in modo efficace la “regione diffusa” fatta di piccoli centri e comunità resilienti, che rappresentano l’identità più autentica del territorio.