Si è svolta oggi l’autopsia sulla donna di 43 anni trovata morta nella sua abitazione di Città di Castello, pochi giorni dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove si era recata a causa di disturbi gastrointestinali. L’esame autoptico, disposto dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha evidenziato la rottura di un aneurisma dell’aorta toracica, che sarebbe alla base del decesso.
Sui risultati dell’autopsia viene tuttavia mantenuto il massimo riserbo, in attesa delle relazioni complete del medico legale e dei consulenti incaricati. Gli accertamenti sono stati disposti nell’ambito dell’indagine avviata per chiarire le circostanze della morte e verificare eventuali responsabilità mediche o omissioni nelle procedure di soccorso e diagnosi.
L’inchiesta è partita a seguito di un esposto presentato dai familiari della vittima, che chiedono di fare piena luce sull’accaduto. La donna, secondo quanto ricostruito, si era recata in ospedale lamentando forti dolori e malesseri, ma dopo alcuni accertamenti era stata dimessa con una diagnosi di disturbi gastrointestinali. Poche ore più tardi, sarebbe deceduta nella propria abitazione.
A rappresentare la famiglia nel procedimento sono gli avvocati Gianmarco e Roberto Bianchi, legali della madre e del fratello della donna, e l’avvocato Eugenio Zaganelli, che assiste il figlio della vittima tramite il padre ed ex compagno.
L’obiettivo dell’indagine, ora, è verificare se la patologia che ha causato la morte potesse essere diagnosticata in fase di pronto soccorso e se i protocolli clinici siano stati correttamente seguiti. Solo al termine delle analisi istologiche e delle relazioni tecniche si potrà avere un quadro completo delle cause e delle eventuali responsabilità.
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