Minaccia di seppellire la moglie, a processo per maltrattamenti e violenza

Il pubblico ministero di Perugia contesta abusi ripetuti dal 2020 al 2023; processo fissato al 5 maggio davanti al tribunale collegiale

Un uomo di 55 anni è stato rinviato a giudizio a Perugia, accusato dal pubblico ministero di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni aggravate nei confronti della convivente e del figlio; il processo inizierà il 5 maggio davanti al tribunale collegiale. I fatti, secondo l’imputazione, si sarebbero verificati tra ottobre 2020 e novembre 2023, periodo in cui le persone offese sarebbero state sottoposte a condotte violente “in modo abituale e continuativo”, talvolta con l’imputato “sotto gli effetti di abuso alcolico”. Ne riferisce Umbria 24

La Procura della Repubblica descrive un quadro di «continue vessazioni, aggressioni fisiche e verbali, ingiurie e minacce», con una pressione psicologica che avrebbe creato «una condizione di soggezione e paura, rendendo così la vita familiare penosa e insopportabile». Di fronte a questa situazione, la donna nel settembre 2023 avrebbe contattato il numero di emergenza per vittime di violenza domestica, mentre nel novembre 2023 si sarebbe rivolta alla questura di Perugia per attivare la procedura di ingresso in una struttura protetta di pronta emergenza.

Nel lungo capo di imputazione, che si articola su quattro pagine, la Procura riporta episodi specifici e alcune frasi offensive attribuite all’imputato: tra queste, l’accusa riferisce che l’uomo avrebbe insultato la compagna con espressioni come “hai la testa piena di bigattini… si può usare per andare a pesca”. Sempre nell’estate del 2023, durante lavori di manutenzione, si contesta che l’imputato «minacciava la donna di seppellirla in una intercapedine sotto il pavimento dell’immobile, cosicché non sarebbe stata ritrovata».

Secondo l’accusa, gli episodi sarebbero stati anche di natura sessuale e particolarmente gravi: si contesta che nel 2021, dopo averle cagionato lesioni all’ulna sinistra in seguito a una violenza fisica, l’imputato l’avrebbe immobilizzata in camera chiudendo la porta e sedendosi sul suo corpo, costringendola a subire un rapporto sessuale. In altra circostanza gli inquirenti contestano che l’uomo, svegliando la compagna nel cuore della notte per pretendere un rapporto e ottenendo un rifiuto, le avrebbe sferrato due pugni alla schiena. Ancora, a seguito di un diverbio legato a un disegno appeso al muro, si contesta che l’imputato avrebbe afferrato la donna al collo e l’avrebbe sbattuta contro il muro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...
Perquisizione dei Carabinieri: monete, lucerne e oggetti antichi recuperati, indagato un uomo di Monte Santa...
I Carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino di 56 anni accusato di atti persecutori nei...

Altre notizie