Uil Pensionati lancia l’allarme: “In Umbria tanti anziani soli e assegni bassi: le tasse ci tartassano”

Nel consiglio regionale a Terni, la segretaria Leonardi presenta due anni di crescita: più iscritti, sedi attive sul territorio e lotta per i diritti degli anziani

Un aumento significativo di iscritti, nuove sedi aperte e un’attività sindacale intensa: è questo il quadro tracciato dalla Uil Pensionati dell’Umbria durante il consiglio regionale tenutosi a Terni, il primo ospitato nella città. L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi vertici del sindacato, tra cui Carmelo Barbagallo, segretario generale nazionale UilP, Pasquale Lucia, segretario nazionale organizzativo, e Fabio Benedetti, segretario regionale Uil.

Elisa Leonardi, segretaria generale Uil Pensionati Umbria, ha evidenziato i risultati raggiunti nell’arco degli ultimi due anni. “Siamo cresciuti di quasi mille iscritti – ha dichiarato – e oggi siamo presenti in molti più territori. Abbiamo aperto sedi a Ponte San Giovanni, Terni, Todi e San Giustino, e stiamo lavorando per essere presenti anche in Valnerina, dove la nostra presenza è sempre più necessaria”.

Barbagallo (a sin), e Molinari

Il radicamento sul territorio è stato accompagnato da un impegno politico e sociale rilevante: “Abbiamo condotto battaglie sulle pensioni, prodotto studi sul calo dei servizi per gli anziani – ha spiegato Leonardi – e denunciato la riduzione di presidi fondamentali come farmacie, uffici postali e sportelli bancari. Servono meno logiche di profitto e più risposte per i cittadini che rappresentiamo”.

L’Umbria, ha sottolineato, è una regione con piccoli centri abitati, spesso popolati da anziani non autosufficienti: “Occorre che le istituzioni investano su questi territori e sulle persone più fragili”. A sostegno di queste rivendicazioni, prosegue il lavoro della piattaforma unitaria costruita insieme a Cgil e Cisl, con cui sono già stati avviati incontri con i consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione. “Le pensioni in Umbria sono più basse di 100 euro, anche qui bisogna intervenire”, è stato detto.

Durante il consiglio, Fabio Benedetti ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla dirigenza regionale: “Il cambiamento è stato evidente, con risultati concreti e una nuova capacità di crescita. Stiamo affrontando una fase di riflessione importante, che anticipa il congresso confederale, momento fondamentale per il futuro del sindacato”.

L’intervento conclusivo è stato affidato a Carmelo Barbagallo, che ha sottolineato i risultati ottenuti in Umbria: “Abbiamo vinto una scommessa. I pensionati vivono più a lungo e il nostro compito è far sì che vivano meglio. I numeri confermano il buon lavoro fatto, perché senza concretezza non crescono gli iscritti”. Barbagallo ha evidenziato anche il ruolo delle ADA (Associazioni per i diritti degli anziani), rilanciate negli ultimi anni per offrire servizi aggiuntivi alla popolazione anziana.

Un’attenzione particolare è stata riservata al tema del welfare: “Negli ultimi anni, il sistema di protezione sociale è stato eroso, e questo ha colpito in modo particolare lavoratori, famiglie e pensionati. Il sindacato deve continuare a rivendicare diritti e risposte”.

Barbagallo ha anche affrontato il nodo della non autosufficienza: “In Italia ci sono 3,5 milioni di pensionati non autosufficienti, e il governo ha tentato di aumentare del 30% le rette a loro carico, ma lo abbiamo impedito. Senza l’intervento del sindacato, sarebbe stato un disastro. Chiediamo da anni una riforma fiscale equa, ma il peso continua a gravare sempre sugli stessi”.

Infine, il segretario nazionale ha ribadito il ruolo centrale dei pensionati nella società: “Non dobbiamo più nasconderci: oggi i pensionati rappresentano il 25% della popolazione e devono partecipare attivamente alle lotte per i diritti. Continueremo a lavorare perché la nostra categoria sia un pilastro per la confederazione, a partire dai territori”.

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