Morte Prospero, imputato a processo per istigazione al suicidio: il 22 Gennaio via al dibattimento

La Corte d'assise di Perugia ha fissato la prima udienza per il 22 gennaio 2026, per il giovane accusato di aver aiutato Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano, a togliersi la vita.

Il diciottenne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio per la morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di 19 anni originario di Lanciano, sarà processato dalla Corte d’assise di Perugia. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 22 gennaio 2026. La richiesta di giudizio immediato, presentata dalla Procura, è stata accolta dal gup, che ha stabilito l’avvio del processo.

L’incidente che ha portato alla morte di Andrea Prospero risale allo scorso gennaio, quando il corpo dello studente fu trovato senza vita in un bed and breakfast del centro storico di Perugia. Durante le indagini, gli inquirenti hanno ricostruito che il giovane aveva avuto contatti online con diversi interlocutori, tra cui l’imputato, con il quale aveva instaurato un rapporto più confidenziale, durante il quale aveva espresso il desiderio di suicidarsi. Il diciottenne è accusato di aver incoraggiato e aiutato Prospero nel suicidio, anche suggerendo modalità per compiere l’atto.

La difesa e il rigetto del patteggiamento

Nel corso dell’udienza odierna, la difesa dell’imputato non ha avanzato alcuna nuova richiesta di patteggiamento. Questo dopo che un precedente accordo, che prevedeva una pena di due anni e mezzo da scontare in lavori di pubblica utilità, era stato rigettato dal giudice in quanto ritenuto non congruo rispetto ai fatti contestati. Il giovane imputato non era presente in aula, ma ad assistere all’udienza c’erano i genitori e i fratelli di Andrea, costituitisi parte civile nel processo. La difesa ha preso atto della decisione del giudice, ma non ha avanzato altre proposte in merito a una possibile definizione della vicenda in fase preliminare.

La posizione della parte civile

Il padre di Andrea Prospero ha commentato l’esito dell’udienza, esprimendo soddisfazione per il passo verso il processo: “L’esito di oggi era quello che ci aspettavamo”. Ha poi aggiunto che la famiglia è pronta ad attendere il 22 gennaio, data in cui il processo entrerà nel vivo. “Potranno riproporre un patteggiamento e vedremo cosa accadrà”, ha concluso il padre, sottolineando l’importanza di arrivare a una giusta definizione legale del caso.

In merito alle immagini prodotte dalla Procura durante la scorsa udienza, il padre ha dichiarato: “Secondo quanto è stato accertato, mio figlio in quel momento era da solo. Io sono sempre stato del parere che non lo fosse, ma se gli atti dicono questo, accetto anche questo.” Un aspetto che resta centrale per la famiglia, alla ricerca della verità su quanto realmente accaduto.

Le parole degli avvocati della parte civile

Francesco Mangano, uno degli avvocati di parte civile, ha commentato l’ordinanza che ha disposto il giudizio immediato, dichiarando: “La Procura ha preso atto dell’ordinanza emessa nella scorsa udienza, che non lasciava spazio ad altre ipotesi di definizione in questa fase.” Ha aggiunto che la famiglia di Andrea continuerà a chiedere una giusta pena per l’imputato e a cercare giustizia per il giovane, affinché il tribunale ponga fine alla vicenda come previsto dalla legge.

L’altro avvocato di parte civile, Carlo Pacelli, ha ribadito che la famiglia di Andrea non è mossa da sentimenti di vendetta. “Michele e tutta la famiglia non nutrono sentimenti di vendetta. Sono assetati di giustizia, non di rivalsa personale”, ha sottolineato l’avvocato, ribadendo l’importanza di un processo equo e giusto.

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