Oltre 600 stand per la Fiera dei Morti fra centro storico e Pian di Massiano

La storica rassegna, la più grande del Centro Italia, aperta fino al 5 novembre tra Pian di Massiano e centro storico. La sindaca Ferdinandi: “Un evento che unisce e ricuce la comunità”.

È ufficialmente iniziata oggi, 1 novembre, l’edizione 2025 della Fiera dei Morti di Perugia, una delle manifestazioni più antiche e amate del Centro Italia. La rassegna, che si svolgerà fino al 5 novembre tra Pian di Massiano e il centro storico, ha preso il via con una doppia inaugurazione: la prima alle ore 10 nell’area fieristica di Pian di Massiano e la seconda alle 11.30 in piazza Italia, nel cuore della città.

All’apertura hanno partecipato la sindaca Vittoria Ferdinandi, gli assessori Andrea Stafisso, Francesca Tizi, David Grohmann e Fabrizio Croce, diversi consiglieri comunali, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, l’europarlamentare Marco Squarta, la comandante della Polizia Locale Nicoletta Caponi e numerosi rappresentanti delle istituzioni civili e religiose.

È un onore e una grande emozione ripetere questo rito che rappresenta un pezzo della nostra identità” – ha dichiarato la sindaca Vittoria Ferdinandi durante il taglio del nastro – “La Fiera dei Morti non è solo un evento commerciale, ma un momento di incontro, memoria e comunità. In tempi in cui la solitudine è sempre più diffusa, iniziative come questa ci aiutano a ritrovarci come cittadini e come persone.”

La prima cittadina ha poi ricordato l’importanza di custodire le tradizioni come strumento per costruire il futuro: “Conservare la nostra storia significa dare fiducia al domani. Passare tra i banchi della Fiera, nei giorni in cui ricordiamo i nostri cari, è anche un modo per sentirli vicini.” Un pensiero affettuoso è andato alla vicecomandante della Polizia Locale Antonella Vitali, recentemente scomparsa, che la sindaca ha voluto ricordare “come esempio di dedizione e umanità, parte di quella grande famiglia che è la comunità cittadina.”

Ferdinandi ha anche sottolineato come la Fiera contribuisca a ricucire la distanza tra periferia e centro, con i banchi allestiti sia a Pian di Massiano sia nel cuore di Perugia. In piazza Italia, dove si è tenuta la seconda inaugurazione, spazio speciale è stato riservato alle città gemellate con Perugia, ospitate con i loro prodotti tipici e artigianali. “Le città gemelle sono il segno della nostra apertura e del valore della diversità. In un mondo attraversato da conflitti e nazionalismi, il gemellaggio ci ricorda che la fraternità tra i popoli è una ricchezza che unisce e fa crescere”, ha concluso la sindaca, accolta da un lungo applauso.

La Fiera dei Morti 2025 ospita quest’anno 518 banchi a Pian di Massiano, dove si trovano prodotti di artigianato, abbigliamento, alimentari, antiquariato, bigiotteria, articoli per la casa, fiori, piante, dolciumi e gastronomia locale. Gli orari di apertura sono dalle 9 alle 21.

Nel centro storico, invece, sono presenti circa 100 stand, di cui 60 dedicati all’artigianato e alla creatività, con articoli in ceramica, pelletteria, gioielli, abbigliamento per bambini, addobbi natalizi, libri e prodotti naturali. In piazza Matteotti si trovano i prodotti tipici regionali provenienti da tutta Italia – dalla Puglia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna – mentre in piazza Italia il mercato delle città gemellate accoglie visitatori e curiosi con sapori e tradizioni provenienti da tutto il mondo.

Da Aix-en-Provence, la gemella francese di Perugia che celebra quest’anno il 55° anniversario del gemellaggio, arrivano spezie, formaggi, vini e profumatissimi saponi alla lavanda; Bratislava propone artigianato in legno e ceramica; Potsdam espone tessuti realizzati con la tecnica del Blaudruck; mentre le americane Grand Rapids e Seattle presentano i prodotti tipici dei loro territori, come sciroppo d’acero, frutta secca e popcorn caramellati.

Essere città gemelle significa costruire ponti tra culture e raccontare l’amicizia che unisce i popoli” – ha concluso la sindaca – “La Fiera dei Morti è una festa di Perugia, ma anche un abbraccio che attraversa i confini.”

 

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