La giunta regionale dell’Umbria ha bocciato la proposta dell’opposizione di ritirare la manovra fiscale da 184 milioni di euro, che aveva introdotto aumenti sull’addizionale Irpef e sull’Irap. La richiesta, formalizzata da Fratelli d’Italia e illustrata in aula dalla capogruppo Eleonora Pace, è stata esclusa dall’ordine del giorno dell’ultima seduta consiliare, suscitando un duro confronto tra maggioranza e opposizione.
La mozione mirava a ottenere un passo indietro sulla manovra fiscale decisa nei mesi scorsi dalla giunta, a seguito di una presunta crisi nei conti della sanità regionale. Secondo Pace, quella rappresentazione allarmistica del bilancio sanitario si è rivelata infondata: «Lo scorso aprile si parlava di un disavanzo da 243 milioni, ma quello reale è risultato di appena 34 milioni», ha dichiarato la consigliera, citando una valutazione successiva della Corte dei conti che ha attribuito l’errore a un metodo di calcolo errato.
L’aumento delle imposte regionali – Irpef e Irap – sarebbe stato quindi adottato su basi contabili non corrette, sostiene l’opposizione, che chiede ora l’annullamento della manovra fiscale, definita “una misura dannosa per famiglie e imprese umbre”.
La questione è aggravata, secondo Pace, dal fatto che una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 150/2024) ha riportato nella piena disponibilità della Regione 14,2 milioni di euro accantonati in via prudenziale dalla precedente giunta Tesei. A questi si aggiungono, nel bilancio sanitario, anche le somme incassate attraverso il meccanismo del Payback sui dispositivi medici, che migliorano ulteriormente il quadro finanziario.
Nonostante questi elementi, la maggioranza di centrosinistra ha rifiutato di riaprire il dibattito, respingendo ogni possibilità di discutere il ritiro della manovra. «Una chiusura incomprensibile – ha affermato Pace – in un momento in cui il Governo nazionale, con la Legge di Bilancio, ha deciso di tagliare l’Irpef di due punti percentuali per i redditi tra 28mila e 50mila euro, dando respiro al ceto medio. Qui invece si va in direzione opposta».
Il provvedimento contestato dall’opposizione impatta su una larga fascia della popolazione umbra, incidendo sia sul lavoro dipendente che sulle attività produttive, attraverso l’aumento dell’addizionale regionale e dell’imposta regionale sulle attività produttive. In totale, la manovra rappresenta un carico fiscale pari a 184 milioni di euro.
Pace ha annunciato che la mozione verrà nuovamente presentata e iscritta all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale utile. La strategia del gruppo di opposizione punta a tenere aperta la discussione, affinché l’esecutivo possa tornare a confrontarsi sull’impatto sociale della manovra.
Per Fratelli d’Italia, la questione non è solo contabile, ma politica: la Regione, avendo ora maggiore margine di bilancio, potrebbe scegliere di alleggerire il peso fiscale, seguendo l’esempio del Governo nazionale, ma preferisce invece confermare un’impostazione che – secondo l’opposizione – rischia di aggravare le difficoltà economiche delle famiglie e del tessuto imprenditoriale locale.
La prossima seduta consiliare sarà quindi il nuovo terreno di confronto, in attesa di capire se vi saranno aperture da parte della giunta o se prevarrà ancora una volta la linea del rigore.