La Regione Umbria ha pubblicato l’avviso pubblico per la selezione dei progetti che accederanno al Fondo per il contrasto del consumo di suolo.Con un investimento complessivo di 3,8 milioni di euro, questo fondo mira a finanziare interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado, principalmente in ambito urbano e periurbano.
Un investimento per l’adattamento climatico
Il Fondo per il contrasto del consumo di suolo si inserisce nel quadro della programmazione 2023-2027, approvata con la delibera di Giunta regionale N. 837 del 27 agosto 2025, e rappresenta un investimento strategico per il benessere ambientale e la salute della comunità. Il fondo è destinato a finanziare progetti di forestazione urbana, come la creazione di foreste urbane nelle città, finalizzati a contrastare l’impermeabilizzazione del suolo e le isole di calore, che sono responsabili di alluvioni lampo e altri disagi legati ai cambiamenti climatici.
Thomas De Luca, assessore regionale all’Ambiente, ha dichiarato: «Con questo atto stiamo avviando una serie di interventi concreti per rinaturalizzare i suoli e contrastare il processo di cementificazione che ha compromesso il nostro ambiente. Ogni progetto sostenuto da questo fondo contribuirà a migliorare la qualità dell’aria, ridurre il calore urbano e aumentare l’infiltrazione delle acque meteoriche, rispondendo così in modo efficace agli impatti del cambiamento climatico».
Obiettivi e benefici per la comunità
Il Fondo consente di investire in iniziative che migliorano la resilienza dell’ambiente e della comunità, con benefici concreti come:
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Mitigazione delle isole di calore urbano, grazie alla creazione di spazi verdi che favoriscono l’ombreggiamento e il raffrescamento naturale durante le giornate calde.
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Miglioramento del microclima urbano, con una maggiore infiltrazione delle acque meteoriche, prevenendo le alluvioni e garantendo un miglior drenaggio superficiale.
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Aumento della qualità dell’aria, grazie alla piantumazione di alberi e arbusti autoctoni, che assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno.
In questo modo, gli interventi contribuiranno a rendere le città umbre più verdi, resilienti e vivibili, trasformando aree degradate in spazi fruibili dai cittadini.
Tipologie di intervento ammesse
I progetti finanziabili devono riguardare attività come:
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De-impermeabilizzazione di superfici artificiali (come asfalto e cemento), ripristinando la funzionalità ecologica del suolo.
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Demolizione di piccoli manufatti edilizi (piazzali, strade), per liberare il suolo da cemento e asfalto e consentire il recupero ecologico delle aree.
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Piantumazione di vegetazione arborea e arbustiva autoctona, in particolare attraverso progetti di riforestazione urbana.
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Sistemi di recupero delle acque meteoriche, come laghetti, cisterne e serbatoi.
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Creazione di orti pubblici e botanici, che contribuiscono alla coltivazione di prodotti locali e promuovono l’educazione ambientale.
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Opere accessorie come arredi e sistemi di sicurezza (nel limite del 10% dell’importo totale).
Questi interventi sono destinati a comuni, province e unioni dei comuni dell’Umbria, che potranno presentare le loro proposte progettuali entro la scadenza del 21 dicembre 2025.
Un passo verso gli obiettivi dell’UE
L’iniziativa è coerente con gli obiettivi della Strategia dell’UE per il suolo 2030, che prevede di raggiungere il consumo di suolo netto pari a zero. La Regione Umbria, con questa azione, si pone all’avanguardia nel contrasto al consumo di suolo e nella promozione di politiche che tutelano l’ambiente e il benessere della popolazione.