La passione per il tartufo non ha età e trova la sua massima espressione nella storia di Aldo Bianchini, 92 anni, cavatore ancora in attività a Città di Castello. In una terra che da secoli rappresenta una vera e propria patria per la filiera del tartufo, Aldo incarna perfettamente i valori della tradizione, della dedizione e dell’amore per la natura, testimoniando con il suo impegno quotidiano un legame profondo con il territorio dell’Alta Valle del Tevere.
Proprio ieri, con la sua inseparabile cagnolina Brilla, ha trovato le prime tre trifole bianche della stagione, per un peso complessivo superiore ai 300 grammi. Un bottino pregiato, che conferma come il fiuto infallibile dei cani e l’esperienza decennale del cavatore restino ancora oggi la chiave per scovare queste pepite rare e profumate.
Iscritto da sempre all’Associazione Tartufai Altotevere, fondata dal fratello Italo – oggi segretario dell’organizzazione – Aldo rappresenta una figura simbolica nel mondo del tartufo umbro. La sua attività, iniziata a vent’anni tra i boschi di Pietralunga, si è poi consolidata a Città di Castello, dove non ha mai smesso di uscire in cerca del prezioso tubero, stagione dopo stagione, con ogni condizione climatica.
“Il profumo delle trifole sulla pasta fatta in casa da mia madre è uno dei ricordi più belli della mia vita”, racconta emozionato. Un legame non solo con il tartufo, ma anche con la famiglia, le radici contadine e il piacere semplice della cucina tradizionale. Oltre a Brilla, nella sua lunga carriera ha lavorato con diversi cani, tra cui Zara e Dik, tutti bracchi pointer, perfetti per la cerca.
La sua storia è diventata simbolo di un’intera comunità, tanto da ricevere il plauso delle istituzioni locali. Letizia Guerri, assessora al commercio e al turismo, ha sottolineato come il suo esempio rappresenti “un vanto per Città di Castello e un modello per le giovani generazioni”. Parole condivise da Lazzaro Bogliari, presidente della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, e da Andrea Canuti, presidente dell’associazione tartufai, che lo ha definito “un punto di riferimento per tutti”.