Per la prima volta nella storia, il corpo di San Francesco sarà esposto alla venerazione pubblica dal 22 febbraio al 22 marzo 2026. L’annuncio è stato dato in occasione della festa del Patrono d’Italia, direttamente dalla loggia della Piazza inferiore della Basilica di Assisi. L’evento, approvato da Papa Francesco, sarà un momento eccezionale di preghiera e contemplazione che segnerà l’inizio del cammino verso l’ottavo centenario della morte del Santo.
Il corpo sarà spostato temporaneamente dalla tomba nella cripta e collocato ai piedi dell’altare papale nella chiesa inferiore, rendendolo visibile a tutti i fedeli. L’accesso sarà gratuito ma regolato da una prenotazione online obbligatoria, disponibile dal 4 ottobre 2025 sul sito ufficiale www.sanfrancescovive.org, sia in italiano che in inglese. I pellegrini potranno scegliere tra due modalità: visita guidata da un frate oppure adorazione silenziosa individuale. Il percorso sarà reso accessibile anche alle persone con disabilità.
La tomba di San Francesco, nascosta per secoli sotto l’altare maggiore per proteggerla da tentativi di trafugamento, venne ritrovata nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1818. Diverse ricognizioni scientifiche e spirituali, l’ultima delle quali avvenuta nel 2015, ne hanno confermato l’autenticità.
Durante il mese di ostensione, la chiesa superiore ospiterà due messe internazionali quotidiane, alle 11:00 e alle 17:00, affiancate da momenti di preghiera comunitaria destinati a famiglie, religiosi e membri dell’Ordine Francescano Secolare.
Secondo fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione della Basilica, “l’ostensione del corpo di San Francesco è un messaggio potente per la società”, poiché evidenzia la forza spirituale che scaturisce da una vita interamente donata. Francesco, ha affermato, continua a essere un riferimento universale per la pace e la custodia del creato.
Le celebrazioni francescane di quest’anno sono iniziate con un’importante iniziativa visiva nella Basilica: la proiezione in scala reale della vela di San Matteo, crollata durante il terremoto del 1997. Grazie a tecnologie di fotogrammetria e proiezione 4K, è stato ricostruito in modo virtuale l’affresco originale, completando l’immagine con i frammenti superstiti e restituendo al pubblico un’esperienza immersiva unica.
L’installazione, promossa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e realizzata in collaborazione con la Soprintendenza e i Musei Nazionali dell’Umbria, dimostra come innovazione e spiritualità possano convivere per valorizzare il patrimonio storico e religioso.
Durante le celebrazioni del 4 ottobre, numerose bandiere palestinesi sono apparse spontaneamente tra i fedeli accorsi ad Assisi, come gesto simbolico di pace e solidarietà. Non si è trattato di una manifestazione organizzata, ma di un’espressione collettiva e pacifica che ha sottolineato la vocazione universale della città di San Francesco come luogo di dialogo tra i popoli.
Fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, ha ricordato con forza che “la pace nasce dal disarmo del cuore e dalla scelta del dialogo”. Ha lanciato un appello alla responsabilità condivisa, chiedendo politiche di inclusione e tutela dell’ambiente, affinché la festa di San Francesco non resti un evento simbolico, ma diventi motore di cambiamento concreto per l’intera società.
Accogliendo autorità e fedeli nella Basilica, fra Moroni ha espresso gratitudine per l’istituzione del 4 ottobre come festa nazionale, sottolineando l’importanza di vivere i valori francescani nella quotidianità. Ha infine rivolto un pensiero ai conflitti ancora in corso, in particolare in Palestina e in Ucraina, auspicando un impegno collettivo per la costruzione della pace.
l sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi ha acceso la Lampada votiva dei Comuni italiani che arde sulla tomba di San Francesco patrono d’Italia.Quest’anno è infatti la regione Abruzzo che lo ha offerto. È stato uno dei primi momenti nell’ambito delle celebrazioni in corso ad Assisi, cui partecipano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il ministro alla Cultura Alessandro Giuli.
Dall’Abruzzo, per l’occasione, sono arrivati tanti pellegrini e ed istituzioni.