“Sul Nodo di Perugia l’ultima trovata della nostra presidente appare anche a chi non avesse dimestichezza della materia come l’ennesimo tentativo di un’illusionista da fiera”: con queste parole il capogruppo della Lega in Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, interviene duramente sul dibattito relativo alla realizzazione del Nodo stradale di Perugia, infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità regionale e ferma da anni a causa di posizioni contrastanti.
Melasecche accusa la presidente Stefania Proietti di aver cambiato narrazione senza portare alcuna novità concreta, limitandosi ad attacchi politici e a “espedienti degni di Fregoli”. Secondo il consigliere regionale, il governo si è mostrato disponibile al dialogo e al finanziamento dell’opera, ma la Regione avrebbe scelto di alzare il tiro contro Roma per mascherare le proprie incertezze.
“Invece di recarsi dal ministro Salvini, che ha detto frasi di buon senso – ‘mettetevi d’accordo con un atto unitario e venite tutti insieme da me’ – la presidente cosa fa? Chiede un miliardo, il doppio del necessario per il primo stralcio”, attacca Melasecche.
Secondo il rappresentante della Lega, la cifra richiesta dalla presidente è “completamente campata in aria”, poiché il primo tratto del Nodo (il cosiddetto “Nodino”) richiede circa 500 milioni, mentre i due successivi, Madonna del Piano–Silvestrini e Silvestrini–Corciano, sarebbero ancora in fase di progettazione. Melasecche rivendica anche il finanziamento di 8,5 milioni ottenuto dalla sua parte politica per avviare il primo lotto progettuale.
“Quando manca la politica – sottolinea – gli stratagemmi per cercare di ingannare la pubblica opinione si moltiplicano”.
Il consigliere non risparmia critiche nemmeno alla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, accusata di voler affossare il progetto ormai cantierabile attraverso “uno studio fatto in casa”, destinato, secondo lui, “a trovare cavilli per discutere altri vent’anni del nulla”.
Nel frattempo, lamenta Melasecche, i residenti di Ponte San Giovanni “saranno costretti a fare l’aerosol quotidiano con migliaia di autotreni”, mentre imprese e cittadini continuano a subire disagi crescenti.
Riguardo alle proposte alternative avanzate da altri schieramenti politici, non manca una stoccata al Movimento 5 Stelle e ad AVS, accusati di “imporre alternative ridicole” come il car sharing o misure irrealistiche, mentre la presidente regionale viene criticata per aver proposto un’area di scambio a Collestrada, dove “lasciare 50mila auto per poi salire sugli autobus”.
“Attendiamo con curiosità quali altre scuse si inventerà la presidente per giustificare, fra uno o più anni, il nulla che avrà prodotto questa legislatura”, conclude Melasecche, tracciando un bilancio fortemente critico e accusando le forze di centrosinistra di paralizzare lo sviluppo infrastrutturale della regione.