Il corpo riemerso mercoledì pomeriggio dalle acque del lago Trasimeno, nella zona di Borghetto di Tuoro, è stato identificato come quello di Anton Lyubeev, il 27enne estone scomparso venerdì scorso durante una gita in gommone con due amici. Il riconoscimento ufficiale è stato effettuato dalla madre del giovane calciatore, presso la sezione di medicina legale dell’ospedale di Perugia.
Il recupero del cadavere è avvenuto dopo giorni di intense ricerche, coordinate dai vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine, che avevano setacciato l’area da quando era stato lanciato l’allarme per la scomparsa di Lyubeev, caduto in acqua durante la navigazione. Le condizioni meteorologiche e le caratteristiche del fondale avevano reso le operazioni complesse, ma nel pomeriggio di mercoledì il corpo è finalmente riaffiorato, ponendo fine all’angosciosa attesa della famiglia e degli amici.
Sarà ora l’autopsia, affidata al medico legale Sergio Scalise Pantuso, a chiarire le cause esatte del decesso, anche se la prima ipotesi resta quella dell’annegamento. L’esame, già annunciato ma non ancora calendarizzato, dovrà stabilire il momento della morte e verificare eventuali traumi o condizioni che possano aver contribuito al tragico esito dell’incidente.
Nel frattempo, la Procura di Perugia, con il pubblico ministero Patrizia Mattei, sta valutando l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo nautico, ipotizzando la possibile iscrizione del connazionale che si trovava alla guida del gommone. L’intento è quello di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità, anche alla luce delle norme che regolano la sicurezza nella navigazione da diporto.
La tragedia ha scosso la comunità locale e il mondo sportivo, dove Anton Lyubeev era conosciuto per la sua carriera da calciatore. Le autorità giudiziarie mantengono la massima riservatezza sulle indagini in corso, ma confermano l’impegno per fare piena luce sull’accaduto, soprattutto per rispetto verso la famiglia della vittima, giunta in Umbria dopo aver appreso della scomparsa.
Il caso potrebbe rientrare nell’ambito della recente normativa sull’omicidio nautico, introdotta per sanzionare in modo specifico le condotte imprudenti o negligenti nella guida di natanti che causano la morte di una persona. In attesa dell’autopsia e dei risultati delle indagini preliminari, la posizione del conducente del gommone resta al vaglio della magistratura.