Omicidio Bala Sagor, fermato il cuoco ucraino: trovati dei coltelli in casa

Il corpo smembrato del 21enne bengalese è stato trovato in un sacco: in carcere un 33enne ucraino, ex collega della vittima

È stato fermato dai carabinieri di Spoleto un cittadino ucraino di 33 anni, accusato dell’omicidio di Bala Sagor, il giovane di origine bengalese il cui cadavere è stato rinvenuto smembrato all’interno di un sacco in un terreno in cittò L’uomo, identificato come Dmytro Shuryn, lavorava come cuoco ed era stato collega della vittima nel settore della ristorazione.

Secondo quanto riferito dalla Procura, le autorità hanno proceduto al fermo dopo aver raccolto elementi ritenuti gravi e concordanti circa il coinvolgimento dell’indagato, non solo nell’omicidio ma anche nella successiva distruzione e occultamento del corpo. Il sacco contenente i resti è stato scoperto accanto alla bicicletta della vittima, elemento che ha subito destato l’attenzione degli investigatori.

Il fermo è stato disposto dal procuratore Claudio Cicchella, titolare dell’inchiesta, che in una nota ha spiegato come siano state fondamentali le testimonianze di conoscenti e vicini di casa dell’indagato. I loro racconti hanno offerto agli inquirenti uno spunto decisivo per indirizzare l’indagine verso Shuryn.

Nel corso delle operazioni, i carabinieri della compagnia locale e della sezione di polizia giudiziaria della Procura hanno eseguito diverse perquisizioni nell’abitazione dell’uomo, in una cantina e nella sua automobile. L’ucraino, sentito come indagato, ha scelto di non rispondere alle domande degli inquirenti, avvalendosi della facoltà di non rilasciare dichiarazioni.

L’ipotesi investigativa si è rafforzata ulteriormente grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza, estratte da impianti pubblici e privati presenti nei pressi del luogo del ritrovamento del corpo. Le registrazioni avrebbero offerto “riscontri univoci” in merito alla presenza e ai movimenti del sospettato nelle ore cruciali.

Non è stato ancora chiarito il movente dell’omicidio, ma le indagini, fin dalle prime ore, si erano concentrate sull’ex collega della vittima. Sagor Bala, 21 anni, era molto conosciuto con il soprannome di Obi e, come Shuryn, aveva lavorato in passato nella stessa attività ristorativa della zona. L’arma del delitto non è stata ancora individuata con certezza ma alcuni coltelli ritenuti idonei sono stati sequestrati dai carabinieri nell’abitazione dell’ucraino.-

Nella cantina dell’abitazione gli inquirenti – coordinati dal procuratore di Spoleto Claudio Cicchella – hanno individuato tracce in grado di far ipotizzare che il corpo sia stato lì sezionato prima di essere messo in un sacco per la spazzatura abbandonato poco lontano.

Un testimone avrebbe parlato anche di un tentativo di ripulire il locale. Riguardo al movente dell’omicidio sono ancora in corso accertamenti. E’ comunque emerso che la vittima vantava un piccolo credito dall’indagato, anche lui cuoco. Quella dei soldi è quindi una pista al vaglio degli investigatori.
Elementi ritenuti decisivi per il fermo di Shuryn sono comunque arrivati dalle immagini di videosorveglianza presenti nella zona dove è stato trovato il cadavere. Un’area molto abitata nell’immediata periferia di Spoleto. Una delle telecamere esterne di una casa non lontana da dove è stato individuato il sacco potrebbe avere fornito la prova decisiva.

Le autorità stanno ora proseguendo le ricerche per rinvenire le restanti parti del corpo della vittima, smembrato con modalità che gli inquirenti definiscono particolarmente cruente. Dmytro Shuryn si trova attualmente detenuto presso il carcere di Spoleto, in attesa degli sviluppi giudiziari.

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