Olio umbro, raccolta al via: produzione in calo ma la qualità salva la stagione

In Umbria campagna olearia in calo per colpa della mosca olearia e dell’alternanza produttiva. Mannelli (Aprol): "Puntare su qualità, innovazione e mercati"

È iniziata anche in Umbria la raccolta delle olive, e le prime stime delineano un quadro tutt’altro che positivo sul piano quantitativo. Secondo Coldiretti e Aprol Umbria, la produzione potrebbe registrare un calo del 30% rispetto al 2024, nonostante la raccolta sia appena cominciata e l’andamento climatico delle prossime settimane possa ancora influire sui risultati finali.

La situazione è definita “a macchia di leopardo”, con forti differenze territoriali che confermano come la variabilità climatica e l’attacco della mosca olearia abbiano avuto un impatto significativo. È quanto conferma Giulio Mannelli, presidente di Aprol Umbria e vicepresidente di Coldiretti Perugia: “La campagna è partita in anticipo in alcune aziende, mentre entrerà nel vivo da ottobre. Le rese sembrano buone, ma la quantità complessiva sarà inferiore. Dopo una stagione 2024 sopra la media, quest’anno il calo era prevedibile, anche a causa dell’alternanza produttiva.”

La mosca olearia è tornata protagonista in molte zone dell’Umbria, favorita dalle piogge estive che hanno aumentato l’umidità, creando le condizioni ideali per la proliferazione dell’insetto. Un altro elemento determinante è il fenomeno ciclico della “scarica” produttiva, tipico delle coltivazioni di olivo, che segue spesso annate particolarmente abbondanti.

Nonostante tutto, la qualità dell’olio atteso sembra confermata su buoni livelli, anche grazie alla capillarità dei frantoi regionali – circa 200 su tutto il territorio – che permettono una frangitura rapida delle olive, mantenendo intatte le proprietà del prodotto.

In Umbria si contano circa 7,5 milioni di piante su 30.000 ettari, per una produzione media annua di 65.000 quintali di olio, distribuita nelle cinque sottozone della Dop “Umbria”:

  • Colli Assisi-Spoleto

  • Colli Martani

  • Colli del Trasimeno

  • Colli Amerini

  • Colli Orvietani

La Dop, istituita nel 1997, rappresenta un elemento fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva umbro, che si conferma prodotto simbolo dell’identità agricola e paesaggistica della regione.

Secondo Mannelli, l’attuale crisi produttiva deve essere un’opportunità per rafforzare le strategie agronomiche e tecnologiche, favorendo investimenti in innovazione, tutela ambientale e promozione turistica legata all’oleoturismo: “L’olio umbro non può più essere visto solo come un alimento, ma come un’eccellenza salutistica, culturale ed economica, centrale nella Dieta Mediterranea e motore di sviluppo per l’agricoltura regionale.”

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