Un sacco nero della spazzatura contenente il corpo smembrato di un giovane è stato rinvenuto nella serata di lunedì 21 settembre nel quartiere Casette di Spoleto, tra i giardini pubblici e la linea ferroviaria. A notare l’inquietante presenza è stato un residente che stava passeggiando nei pressi della zona, allarmato dalla vista di una bicicletta abbandonata e del voluminoso sacco.
Come riportato da Umbria 24, la vittima è stata identificata come Obi, un ragazzo di 21 anni originario del Bangladesh, scomparso da Spoleto giovedì scorso. A seguito della sua sparizione, era stato lanciato un appello dai familiari e dagli amici, che avevano denunciato la sua assenza e diffuso messaggi per sollecitare le ricerche.
Sul luogo del ritrovamento sono immediatamente intervenuti i carabinieri, la scientifica, il medico legale e il pm di turno, che hanno operato fino a mezzanotte per cercare di ricostruire le dinamiche del delitto. Secondo quanto emerso, la salma non era integra e mancavano alcune parti del corpo, in particolare braccia e gambe, segno che il cadavere sarebbe stato sezionato all’altezza del busto. La scena del crimine si è rivelata particolarmente complessa da analizzare, anche a causa delle condizioni ambientali e dello stato in cui versavano i resti.
La Procura di Spoleto ha disposto nelle ore successive l’autopsia per stabilire con maggiore precisione le cause della morte e verificare se lo smembramento del corpo sia avvenuto prima o dopo il decesso. Ancora da chiarire anche il luogo esatto in cui è avvenuto il delitto: non è escluso che l’omicidio possa essere stato commesso altrove, con successivo trasporto del corpo nell’area dietro i giardini pubblici.
Nel frattempo, le autorità hanno vietato la raccolta dei rifiuti nella zona, nel tentativo di recuperare eventuali ulteriori resti della vittima o altri elementi utili alle indagini. La bicicletta trovata accanto al sacco – una citybike elettrica – è stata sequestrata e sarà oggetto di verifiche per accertarne l’eventuale appartenenza al giovane.
Le telecamere di videosorveglianza delle abitazioni vicine sono state acquisite dai militari per cercare indizi che possano far luce sugli spostamenti della vittima o sull’identità dell’autore del gesto. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sulle relazioni personali e lavorative del giovane, che risiedeva da circa due anni a Spoleto e lavorava presso un ristorante locale.