Sulle rive del Lago Biwa, il più grande del Giappone, l’Università per Stranieri di Perugia ha incontrato l’Università della Prefettura di Shiga per rilanciare e consolidare i rapporti accademici avviati oltre dieci anni fa. L’appuntamento si è svolto nei giorni scorsi, a margine della partecipazione della delegazione umbra all’Expo 2025 di Osaka, dove l’ateneo di Palazzo Gallenga è presente insieme alla Regione Umbria, al Comune di Perugia e ad altre realtà istituzionali e territoriali.
Una collaborazione iniziata nel 2014
Il legame tra le due università affonda le radici nella Conferenza Mondiale sui Laghi del 2014, ospitata a Perugia, quando furono avviati i primi progetti comuni. Da allora sono stati realizzati numerosi programmi di ricerca congiunta e scambi di studenti, che oggi trovano nuova linfa grazie al bilaterale scientifico organizzato proprio a Shiga.
Focus su ricerca e lingua italiana
Durante l’incontro, la delegazione guidata dal rettore Valerio De Cesaris ha ribadito insieme ai rappresentanti dell’Università di Shiga la volontà di ampliare le opportunità di collaborazione scientifica e culturale. Tra le priorità, non solo lo sviluppo di nuove conoscenze e pratiche sostenibili, ma anche il rafforzamento delle attività legate allo studio e alla diffusione della lingua italiana.
Il ruolo del Centro WARREDOC e della Cattedra UNESCO
Un contributo centrale arriva anche dal Centro WARREDOC e dalla Cattedra UNESCO dell’Università per Stranieri di Perugia, che hanno confermato l’impegno a proseguire le attività congiunte nel campo della gestione sostenibile delle risorse idriche e dei laghi. Un filone di ricerca che si lega strettamente alle sfide ambientali globali e che rappresenta uno dei punti di forza della cooperazione tra Perugia e Shiga.