Carlo Acutis Santo, Proietti: “Carisma francescano per i giovani”

Canonizzazione storica a San Pietro: migliaia di fedeli e istituzioni italiane per celebrare il primo santo “millennial”, legato ad Assisi. Il commento della presidente di Regione.

Il 7 settembre 2025 segna una data storica per la Chiesa cattolica: in Piazza San Pietro, a Roma, Carlo Acutis è stato ufficialmente proclamato Santo da Papa Leone XIV, diventando il primo santo nato nel XXI secolo. La cerimonia si è svolta sul sagrato della Basilica Vaticana davanti a una folla immensa, con oltre 70.000 fedeli accorsi da ogni parte d’Italia e del mondo, molti dei quali presenti fin dalle prime ore del mattino. In prima fila migliaia di giovani, testimoni diretti di un evento che rappresenta un punto di svolta per la pastorale giovanile e per l’intera comunità ecclesiale.

Carlo Acutis, morto a soli 15 anni nel 2006 a causa di una leucemia fulminante, è oggi venerato come modello di santità per la generazione digitale. Cresciuto tra Milano e Assisi, ha saputo coniugare una fede profonda con l’uso intelligente e creativo delle nuove tecnologie, sviluppando progetti digitali per la diffusione dell’Eucaristia, al centro della sua vita spirituale. Celebre la sua definizione del Sacramento come “la mia autostrada per il cielo”, una sintesi della sua esperienza di fede quotidiana e vissuta con semplicità.

Assisi è il luogo che ha accolto il corpo del giovane santo dal 2019, custodito nel Santuario della Spogliazione, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, dove anche durante la canonizzazione si sono radunate migliaia di persone per seguire la celebrazione in diretta, trasformando la città in un simbolico “abbraccio spirituale”. Per l’occasione è stato organizzato anche un treno speciale dall’Umbria con 800 pellegrini diretti a Roma. Proprio ad Assisi, l’8 settembre, è prevista una messa solenne di ringraziamento presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino, che inaugurerà un calendario di eventi commemorativi.

Alla cerimonia vaticana hanno preso parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti e il sindaco di Assisi Valter Stoppini, insieme a numerose autorità civili e religiose. Papa Leone XIV ha rivolto un forte appello ai giovani, ricordando che “tutti noi siamo chiamati a essere santi” e invitando a non sprecare la propria vita.

Carlo, nato nel 1991, ricevette la prima comunione a soli sette anni, sviluppando da subito una intensa devozione eucaristica. Frequentò il liceo classico presso l’Istituto Leone XIII dei Gesuiti a Milano e si dedicò al volontariato come catechista. Durante le vacanze ad Assisi maturò un profondo legame con la spiritualità francescana, imparando da San Francesco l’amore per la povertà e per il creato. Alla diagnosi della malattia, offrì le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa, spirando il 12 ottobre 2006 all’ospedale di Monza.

Il percorso verso la canonizzazione si è sviluppato rapidamente, sostenuto da un culto spontaneo e da una crescente devozione popolare. Il 10 ottobre 2020 venne proclamato beato ad Assisi da Papa Francesco, e nel 2024 furono riconosciuti due miracoli attribuiti alla sua intercessione, aprendo la via alla santità.

“La canonizzazione di Carlo – ha commentato la presidente Proietti – arriva nell’anno in cui celebriamo l’ottavo centenario del Cantico delle Creature di San Francesco. È un segno che il carisma francescano continua a fiorire, oggi anche attraverso le forme nuove del digitale e del linguaggio dei giovani.” Proietti ha anche sottolineato come la collocazione della tomba di Carlo nel Santuario della Spogliazione sia simbolica: è lo stesso luogo in cui San Francesco abbracciò la povertà evangelica, e oggi un altro giovane, con mezzi diversi ma con uguale autenticità, testimonia la radicalità del Vangelo.

Il messaggio di Carlo è chiaro: la santità è possibile anche nella vita ordinaria, tra studio, internet, amicizie e quotidianità. È un modello attuale, capace di parlare ai giovani non con moralismi, ma con l’esempio di una vita coerente, piena di gioia, semplicità e spirito di servizio.

A chi lo considerava un ragazzo “speciale”, Carlo rispondeva con umiltà: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”. Una delle sue frasi più note – “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie” – continua a ispirare migliaia di fedeli, ribadendo l’invito a vivere con autenticità, nella ricerca del bene.

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