Celle stracolme e poco personale, l’allarme di Sottani: “Passare da parole a fatti”

Visita annuale del numero uno della procura perugina Sottani agli istituti di pena umbri. Particolarmente difficile la situazione a Capanne

Si è conclusa 29 Agosto la tradizionale visita annuale del Procuratore Generale Sergio Sottani ai quattro istituti penitenziari dell’Umbria. Dopo gli incontri di ieri presso la casa circondariale di Terni e la casa di reclusione di Orvieto, il Procuratore ha fatto tappa oggi nelle strutture di Perugia-Capanne e Spoleto. Un’occasione per fare il punto sulla situazione del sistema carcerario regionale, ascoltare le criticità direttamente dagli operatori e delineare le strategie per affrontare le sfide più urgenti.

La visita ha coinvolto i dirigenti penitenziari, i rappresentanti della Polizia Penitenziaria, il personale sanitario e dell’area trattamentale, oltre a delegazioni di detenuti. Il quadro emerso è complesso e segnato da numerose problematiche strutturali, ma anche da nuove progettualità e iniziative a sostegno del reinserimento sociale.

Sovraffollamento e carenza di personale: numeri allarmanti

Gli istituti penitenziari umbri ospitano 1.658 detenuti (1.592 uomini e 66 donne) a fronte di una capienza regolamentare di 1.287 posti: un sovraffollamento pari al 29%, in crescita rispetto al 24% del 2024.

Altro nodo critico riguarda la Polizia Penitenziaria: a fronte di un organico previsto di 871 unità, gli agenti in servizio sono 701, con una scopertura del 19,5%. La carenza di personale, unita all’aumento delle situazioni di tensione interna, rende più difficile garantire la sicurezza e il corretto svolgimento delle attività trattamentali.

A Spoleto la capienza regolamentare è di 456 posti, ma i detenuti presenti sono 488, con un’eccedenza di oltre trenta unità. La maggioranza rientra nel circuito AS3 (237), mentre 109 sono in media sicurezza e 79 sottoposti al regime 41 bis. Sono presenti anche 65 stranieri e 11 semiliberi

A Perugia la situazione è ancora più critica: i posti disponibili sono 311 a fronte di 489 detenuti presenti, suddivisi tra 423 uomini e 66 donne. La gran parte è collocata in media sicurezza (462), mentre si contano 22 soggetti in articolo 21 e 5 semiliberi. Particolarmente rilevante la presenza di 287 detenuti stranieri

Nella struttura di Spoleto si registrano 461 detenuti definitivi, mentre solo 27 sono in attesa di giudizio, appellanti o ricorrenti. A Perugia i definitivi sono 430, mentre i detenuti non ancora giunti a sentenza definitiva sono 59.

Dal punto di vista sanitario emergono dati significativi: a Spoleto 52 detenuti hanno problemi di tossicodipendenza e 3 soffrono di patologie psichiatriche. A Perugia i casi di tossicodipendenza sono 50, ma spicca un numero ben più elevato di detenuti con problematiche psichiatriche, pari a 160

Tra gennaio e agosto 2025 si sono verificati numerosi episodi di tensione. A Spoleto si registrano 59 casi di autolesionismo, 360 infrazioni disciplinari, 92 manifestazioni di protesta e 11 tentati suicidi. Non risultano decessi per suicidio, ma si contano 12 aggressioni fisiche al personale di polizia e un’aggressione ad altri operatori

Le parole di Sottani

Sottani ha evidenziato la necessità di dotare le strutture di strumenti tecnologici avanzati per individuare e bloccare l’uso di telefoni cellulari, che possono favorire contatti illeciti con l’esterno e consentire la prosecuzione di attività criminali. Sono state in questo senso diverse le segnalazioni di dispositivi introdotti in carcere, l’ultimo blitz di recente a Orvieto

Il Procuratore Generale Sottani ha espresso soddisfazione per il confronto con operatori, detenuti e istituzioni, ma ha lanciato un monito:

“A fronte delle tante parole pronunciate sul tema delle carceri, seguono ancora pochi fatti concreti. Serve un impegno corale per garantire condizioni dignitose, percorsi di reinserimento efficaci e maggiore sicurezza per chi vive e lavora negli istituti penitenziari”.

La visita annuale ha tracciato un quadro chiaro: il sistema carcerario umbro è sotto pressione, ma le nuove progettualità, se pienamente attuate, potrebbero rappresentare un passo decisivo verso una giustizia più equa, inclusiva ed efficace.

Un altro punto cruciale riguarda la necessità di attuare il Provveditorato regionale Umbria-Marche, previsto dal DPCM del 30 ottobre 2024 ma tuttora bloccato dall’assenza del bando per la copertura dei ruoli dirigenziali.

Sottani ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione tra Procure, istituti penitenziari e Polizia Penitenziaria, per garantire un flusso informativo efficace e risposte tempestive alle criticità: “Serve maggior impegno del ministero e con esso  degli uffici giudiziari umbri per rendere operativa la struttura, anche attraverso la rapida definizione delle convenzioni con gli enti locali.

Al fianco di questo, è stato individuato un percorso di recupero, con alcune iniziative, anche nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Recidiva zero”, che ha portato ad un abbassamento forte del tasso di ricadute nei detenuti.

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