Un ritardo del 20% sulla potenza nominale installata da fonti rinnovabili rispetto agli obiettivi nazionali fissati per metà 2025: è quanto emerge dal nuovo rapporto Terna, rielaborato da Italia Solare sulla base dei dati Gaudì. La situazione, definita “grave” dall’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca, riguarda un gap di 80 megawatt rispetto al target intermedio previsto dal DM Aree Idonee, che stabilisce un obiettivo di 354 megawatt.
In risposta a questa criticità, la Regione Umbria punta tutto su una nuova norma: la legge “Energia Umbra”, che dovrebbe essere approvata entro il mese di settembre. “Il grave ritardo nella realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile è il risultato di anni di mancate decisioni da parte della politica”, afferma De Luca, secondo il quale la nuova legge rappresenta “la chiave per il futuro energetico dell’Umbria”.
“Con questa legge colmeremo questo vuoto, fermando l’avanzata di una desertificazione economica e sociale attraverso un intervento strutturale di competitività per le nostre aziende”, ha dichiarato l’assessore, commentando i dati diffusi da Ansa.
Il divario, secondo De Luca, non riguarda i grandi progetti, ma piuttosto le iniziative delle piccole e medie imprese e delle famiglie, che spesso rinunciano all’installazione di impianti fotovoltaici per l’incertezza normativa. “Quella forbice negativa è costituita da progetti di famiglie e PMI che preferiscono rinunciare. Non hanno le forze per assumersi il rischio di un investimento messo a repentaglio da un quadro normativo a dir poco folle”, ha sottolineato l’assessore.
La denuncia è chiara: “Oggi vanno avanti solo i grandi gruppi che dispongono di risorse sufficienti per forzare la mano con i territori, generando potenziali conseguenze incalcolabili”.
La proposta regionale mira a offrire certezza normativa e localizzativa: “Abbiamo il dovere di consegnare un quadro certo e definito su dove poter realizzare gli impianti, nel più breve tempo e nel minor costo possibile, e dove, invece, non si può fare”, aggiunge De Luca.
Nel suo intervento, l’assessore punta il dito anche contro il Governo, accusandolo di ritardi nell’emanazione del nuovo decreto nazionale. “Il Ministro Pichetto Fratin aveva annunciato che avremmo avuto il nuovo decreto entro luglio, poi prima delle ferie, ma ancora non c’è traccia dell’adeguamento alla sentenza del TAR del Lazio”, ricorda. La sentenza, datata metà maggio, prevedeva 60 giorni per l’aggiornamento normativo.
Di fronte a queste incertezze, la Regione ha deciso di non attendere oltre: “Nell’auspicio che arrivi prima di Natale, ci organizziamo da soli”.