Incendi nella Valnerina: roghi domati su monte Coscerno e monte Sciudri

Fiamme nella zona boschiva di Sant’Anatolia di Narco e Monteleone di Spoleto: interventi complessi dei vigili del fuoco anche con mezzi aerei

Spegnimento incendio

Due incendi hanno colpito la Valnerina nelle giornate di 14 e 15 agosto, coinvolgendo aree montane impervie e di difficile accesso. Il primo ha interessato i boschi del monte Coscerno, nel territorio comunale di Sant’Anatolia di Narco, mentre il secondo si è sviluppato sul monte Sciudri, nel comune di Monteleone di Spoleto. In entrambi i casi, l’intervento dei vigili del fuoco è stato decisivo per contenere e spegnere le fiamme, in condizioni operative complesse.

Monte Coscerno: fulmine all’origine dell’incendio

Il primo rogo si è sviluppato nel pomeriggio del 14 agosto, a circa 1.000 metri di altitudine, in un’area boschiva del monte Coscerno, una delle cime più alte della Valnerina. Secondo quanto riferito, la causa più probabile sarebbe un fulmine che avrebbe colpito la zona durante un temporale.

L’intervento di spegnimento ha coinvolto principalmente mezzi aerei, che hanno operato anche nella giornata di Ferragosto. Due canadair sono stati impiegati per compiere i lanci sull’area interessata. Tuttavia, l’impossibilità di rifornirsi dal vicino lago di Piediluco ha costretto gli aerei a recarsi fino al lago di Campotosto, allungando i tempi d’azione e aumentando la complessità dell’intervento.

Nel pomeriggio del 15 agosto, le squadre sono riuscite a contenere e spegnere il rogo, sebbene nuove colonne di fumo si fossero alzate nella mattinata, segno che il fuoco continuava a covare sotto la vegetazione in alcune aree.

Monte Sciudri: pompieri a piedi per domare l’incendio

Il secondo incendio è stato segnalato proprio il giorno di Ferragosto, sempre in Valnerina, ma sul monte Sciudri, nel territorio comunale di Monteleone di Spoleto. L’allarme è partito da alcuni escursionisti, che hanno notato fumo provenire dal versante sud-est del monte.

Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha spiegato che, una volta arrivati in zona, i pompieri del distaccamento di Norcia sono stati costretti ad abbandonare i mezzi a causa della morfologia del terreno, particolarmente accidentata e non accessibile ai veicoli. I vigili hanno quindi raggiunto l’incendio a piedi, impiegando quattro ore per domare le fiamme e bonificare l’area colpita.

Le cause del secondo rogo non sono ancora state accertate, ma non si esclude l’ipotesi accidentale o la responsabilità umana, in un periodo in cui le alte temperature e la vegetazione secca aumentano i rischi di incendi.

Massima allerta in tutta la zona montana

Questi episodi confermano la fragilità delle aree montane dell’Umbria, soprattutto nei mesi estivi, e l’importanza di segnalazioni tempestive da parte di cittadini e turisti. Il personale del comando provinciale dei vigili del fuoco è impegnato senza sosta su più fronti per monitorare e intervenire rapidamente, anche in aree difficilmente raggiungibili.

La collaborazione tra squadre di terra e mezzi aerei si conferma fondamentale, così come il supporto della popolazione, invitata a evitare comportamenti a rischio e a segnalare immediatamente ogni principio d’incendio.

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