Persistono condizioni di degrado ambientale nelle aree verdi circostanti gli edifici scolastici di Ponte San Giovanni, in particolare nelle zone adiacenti all’Istituto Perugia 12 e al C.P.I.A. 1 Perugia, dove erbacce e vegetazione incontrollata continuano a crescere, minando sia il decoro che la funzionalità degli spazi pubblici.
Nonostante i recenti interventi di manutenzione effettuati da AFOR nei viali e nei prati dei parchi della zona, restano ampi tratti di verde lasciati in stato di abbandono, con la vegetazione che ha finito per invadere le strutture scolastiche, oscurando finestre e limitando la luce naturale all’interno delle aule.
Il contrasto tra le aree recentemente bonificate e quelle trascurate è evidente, alimentando la preoccupazione dei residenti e del personale scolastico. Le piante infestanti, lasciate crescere senza controllo, stanno trasformando gli spazi inaccessibili in potenziali ricettacoli di sporcizia e degrado, con possibili implicazioni anche per la sicurezza e la salute pubblica.
Rami e foglie spinte dal vento raggiungono gli infissi e gli ingressi degli edifici, rendendo difficile non solo il passaggio ma anche la corretta ventilazione degli ambienti interni. In alcuni casi, le classi si trovano costrette a fare lezione con le tapparelle abbassate o con finestre chiuse, compromettendo la qualità dell’esperienza educativa.
Con la pausa estiva delle attività didattiche, i cittadini auspicano un intervento risolutivo, che vada oltre le semplici operazioni di sfalcio già messe in atto altrove. La stagione estiva rappresenta un momento ideale per procedere con la potatura degli alberi, il taglio dell’erba e la rimozione della vegetazione invasiva, così da ripristinare condizioni di decoro e sicurezza prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
Il timore è che, in assenza di un’azione rapida, il degrado possa estendersi ulteriormente, coinvolgendo anche altri luoghi frequentati dalla cittadinanza. Le aree verdi, da risorsa pubblica e spazio di aggregazione, rischiano infatti di trasformarsi in zone dimenticate e poco fruibili, con effetti negativi sia sull’immagine urbana sia sulla vivibilità quotidiana.
L’auspicio condiviso è che gli enti preposti – Comune, Provincia e soggetti gestori del verde pubblico – intervengano tempestivamente, sfruttando i mesi estivi per restituire dignità a uno spazio che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento positivo per studenti, docenti e famiglie.