Casa di comunità a Monteluce, scontro tra Usl Umbria 1 e sindacati: “Subito un confronto”

Spi Cgil e Camera del lavoro accusano l’inerzia della Usl Umbria 1. L’azienda replica: "Mai detto che i problemi siano superati"

Si riaccende il confronto sulla Casa di comunità di Monteluce, a Perugia, con toni sempre più accesi tra le organizzazioni sindacali e la Usl Umbria 1. Al centro della contesa, il cantiere ancora fermo e l’assenza – secondo i sindacati – di un confronto diretto sulle criticità che stanno bloccando l’intervento.

“Chiediamo nuovamente alla direzione della Usl Umbria 1 un confronto immediato. Non si può perdere altro tempo, né disperdere risorse pubbliche e penalizzare ulteriormente i cittadini”, si legge nella nota firmata dallo Spi Cgil Perugia-Corciano-Torgiano (Renzo Basili), dallo Spi Cgil provinciale di Perugia (Fabrizio Fratini) e dalla Camera del lavoro di Perugia (Augusto Paolucci).

Le sigle sindacali denunciano il silenzio delle istituzioni e puntano il dito contro l’inerzia amministrativa. “Abbiamo definito la Casa di comunità di Monteluce un’araba fenice – spiegano –. La direzione dell’Usl ha dichiarato che i problemi inerenti alle aziende coinvolte nei lavori sono in via di superamento, ma alle belle parole non sono seguite per ora azioni concrete”.

I rappresentanti sindacali affermano di aver atteso per mesi un confronto mirato, dopo un primo incontro ricognitivo tra Regione e confederazioni. “Il silenzio rispetto alla nostra richiesta di incontro specifico sulla Casa di comunità ci sorprende molto”, proseguono, sottolineando come l’assenza di risposte stia penalizzando ulteriormente la cittadinanza.

Non si è fatta attendere la replica dell’Usl Umbria 1, che smentisce categoricamente di aver affermato che i problemi con le imprese siano superati. “Non abbiamo mai dichiarato che i problemi ‘sono in via di superamento’ – precisa l’azienda sanitaria –. Al contrario, abbiamo sollecitato più volte l’impresa esecutrice e mantenuto un dialogo costante con la direzione dei lavori, per scongiurare il blocco definitivo del cantiere”.

In una nota ufficiale, l’Usl ricorda che già lo scorso 11 luglio è stato emesso un ordine di servizio, ai sensi del Decreto legislativo n. 50/2016, in cui si diffida formalmente l’impresa a completare la cantierizzazione e a produrre la documentazione tecnica necessaria, incluso un cronoprogramma aggiornato. L’azienda ha fissato entro fine luglio una verifica degli adempimenti richiesti, specificando che, in caso di mancato rispetto, potrà procedere alla risoluzione del contratto.

Nel frattempo, i sindacati mantengono alta l’attenzione pubblica sulla vicenda, con iniziative mirate nel quartiere. “Ci siamo mobilitati per dare una risposta di qualità ai nuovi e crescenti bisogni sanitari della comunità perugina”, ribadiscono. Tra queste, l’apertura di una biblioteca pubblica presso la sede dello Spi Cgil, frutto di un accurato lavoro di archiviazione e catalogazione. “E non ci fermeremo certo qua”, concludono.

La direzione lavori, già lo scorso 11 luglio, aveva inviato all’impresa appaltatrice una diffida ufficiale chiedendo lo sblocco del cantiere e la riprogrammazione dei lavori. Se non ci saranno risposte, la prospettiva è la risoluzione del contratto. Con i tempi che si allungheranno ancora.

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