Tragitto casa-lavoro a spese della Usl Umbria 2: medico dovrà risarcire 70.000 euro

La Corte dei Conti dell’Umbria condanna un radiologo per danno erariale: mille ore di lavoro indebitamente retribuite tra Spoleto, Norcia e Foligno

Un medico in servizio presso l’ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto è stato condannato dalla Corte dei Conti dell’Umbria a risarcire l’Azienda sanitaria Usl Umbria 2 con quasi 70mila euro, per aver indebitamente contabilizzato e ricevuto pagamento di circa mille ore di lavoro tra il 2020 e il 2021. L’accusa, formulata a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza, riguarda l’inserimento irregolare delle ore di spostamento casa-lavoro come ore di missione ufficiale.

Mille ore di tragitti retribuiti: i risultati dell’indagine

La vicenda ruota attorno all’uso improprio del badge elettronico da parte del professionista, che avrebbe attestato come “tempo lavorativo” anche i tragitti effettuati in auto tra la propria abitazione a Terni e le sedi ospedaliere di Spoleto, Norcia, Cascia e Foligno. In questo modo, secondo la magistratura contabile, il medico ha ricevuto una retribuzione non spettante per oltre mille ore, che non costituivano missione ma semplice spostamento casa-lavoro.

L’ammontare complessivo del danno erariale contestato era pari a 111.451 euro, ma attraverso il rito abbreviato richiesto e ottenuto dal medico, la cifra da restituire è stata ridotta a 69.657 euro, somma già versata alla Usl Umbria 2 nel mese di marzo 2025.

Nessun reato penale, ma conferma della responsabilità contabile

Sul fronte penale, la vicenda si è conclusa con l’archiviazione della posizione del medico, non configurandosi un reato secondo la magistratura ordinaria. Tuttavia, il procedimento contabile ha riconosciuto una responsabilità patrimoniale, che ha portato alla definizione dell’importo dovuto a titolo di risarcimento.

Anche a livello disciplinare, la Usl Umbria 2 aveva già adottato un provvedimento interno, disponendo la sospensione del medico per dieci giorni dal servizio, a conferma della rilevanza dell’irregolarità sul piano professionale e aziendale.

La ricostruzione dei legali e la chiusura del caso

Secondo quanto riportato da Il Messaggero Umbria, il professionista – assistito dagli avvocati Marco Cavallari, Francesco Ciacciolini e Gaetano Catapanoha presentato istanza di ammissione al rito abbreviato per definire la vicenda davanti alla giustizia contabile. La richiesta è stata accolta e ha condotto a una riduzione dell’importo inizialmente contestato, con conseguente definizione del procedimento tramite pagamento volontario.

L’origine della contestazione risale al settembre 2024, ma solo con l’udienza dello scorso marzo è stata ufficialmente chiusa una vicenda che ha messo in luce criticità nei sistemi di controllo degli orari di lavoro all’interno delle strutture sanitarie.

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