Il 24enne di Castiglione del Lago, arrestato il 26 maggio dalla Digos della questura di Perugia con l’accusa di autoaddestramento al terrorismo, lascia il carcere dopo l’intervento dei giudici del tribunale del Riesame. Il giovane era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP per motivi legati alla sicurezza nazionale, dopo che le forze dell’ordine avevano trovato nel suo computer centinaia di file contenenti materiale riferito alla fabbricazione di armi e ordigni artigianali. Lo riporta il Corriere dell’Umbria.
I giudici, dopo aver valutato l’istanza presentata dall’avvocato Franco Libori, hanno deciso di rigettare la richiesta di libertà totale e optato per una misura meno severa: la detenzione domiciliare con braccialetto elettronico. La difesa del giovane, che ha dichiarato di voler ricorrere in Cassazione, ha comunque accolto la decisione, ritenendo che il suo assistito stia già scontando una pena ingiusta, e che manchino gli indizi sufficienti per procedere con l’accusa di terrorismo.
Le accuse e i dettagli delle indagini
Secondo gli inquirenti, il 24enne sarebbe stato coinvolto in un percorso di autoaddestramento al terrorismo, iniziato con una forte fascinazione per teorie suprematiste e xenofobe, per poi evolvere in un adesione sempre più marcata all’islamismo jihadista. Le indagini, che hanno preso piede dopo il sequestro dei suoi dispositivi informatici, hanno portato alla scoperta di numerosi manuali sulla costruzione di armi e ordigni, nonché tentativi del giovane di mettere in pratica le sue conoscenze.
Il giovane, durante il suo interrogatorio, ha cercato di giustificare la sua condotta dicendo che i file trovati nel suo computer erano legati alla sua passione per la storia militare, mentre l’ordigno che stava cercando di costruire sarebbe stato solo un petardo destinato a essere utilizzato durante le celebrazioni di Capodanno con un amico. Nonostante le sue dichiarazioni, il materiale trovato e le sue azioni sono stati giudicati da parte degli inquirenti come altamente sospetti e gravi, spingendo alla sua detenzione cautelare.
La difesa e il futuro del caso
Il legale del giovane, avvocato Libori, ha dichiarato di essere pronto a fare ricorso in Cassazione, ritenendo che le prove contro il suo assistito siano insufficienti per giustificare la gravità dell’accusa. “Sicuramente è meglio che sia agli arresti domiciliari piuttosto che in carcere, ma siamo convinti che non ci siano gli indizi di reato che gli vengono contestati,” ha affermato il difensore.
Il Tribunale del Riesame ha stabilito che le motivazioni della sua decisione verranno rese pubbliche nei prossimi 45 giorni, e la difesa del 24enne continuerà a lavorare per contestare le accuse e dimostrare l’innocenza del suo assistito.