Un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena, è la condanna inflitta a una donna di 43 anni dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Perugia, nell’ambito di un procedimento legato a episodi di molestie nei confronti dell’ex marito. L’accusa iniziale di stalking è stata riqualificata in molestie, ma la donna è stata riconosciuta colpevole anche di tentate lesioni personali e danneggiamenti. Assolta, invece, dal reato di porto ingiustificato di coltello fuori dalla propria abitazione.
I fatti risalgono all’estate del 2024 e sono legati a una serie di comportamenti ritenuti persecutori nei confronti dell’ex coniuge. Secondo l’accusa, la donna avrebbe ripetutamente minacciato, pedinato e molestato l’uomo, anche con telefonate notturne e avvicinamenti nei luoghi da lui frequentati, specialmente nella zona di Ponte San Giovanni. La situazione avrebbe generato un forte stato di ansia e timore nell’ex marito, tanto da spingerlo a rivolgersi alle forze dell’ordine.
Uno degli episodi più gravi, riportato negli atti della Procura, risale a luglio 2024, nel parcheggio del supermercato Conad in strada Tiberina sud a Balanzano. In quell’occasione, la donna avrebbe tentato di investire l’uomo con l’auto e danneggiato lo pneumatico della sua vettura con un coltello, azioni che hanno fatto scattare anche le accuse di tentate lesioni e danneggiamento.
Il giudice ha ritenuto credibile la ricostruzione dei fatti e ha disposto anche un risarcimento a favore della parte civile, rappresentata dall’avvocato Ludovica Khraisat, che si era costituita nel procedimento. L’entità della provvisionale sarà quantificata successivamente in sede civile.
La motivazione della sentenza verrà depositata entro 60 giorni, ma il pronunciamento segna un importante passaggio giuridico nella gestione dei casi di violenza psicologica e molestie post-divorzio. La sospensione della pena tiene conto, probabilmente, della riqualificazione del reato e della condotta processuale dell’imputata.