L’8 e il 9 giugno gli elettori umbri – come tutti gli italiani – saranno chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari, quattro dei quali riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. Un appuntamento che si preannuncia difficile sul piano della partecipazione: solo 16 Comuni capoluogo italiani saranno eventualmente al ballottaggio nello stesso weekend, limitando l’effetto traino delle amministrative. Il vero ostacolo, dunque, sarà il raggiungimento del quorum del 50%+1 dei votanti.
I quesiti sul lavoro: via al Jobs Act e più tutele per i lavoratori
Promossi dalla CGIL, i primi quattro quesiti mirano a modificare profondamente le norme su licenziamenti, contratti a termine e infortuni. Il segretario Maurizio Landini ha definito il voto «uno strumento per cambiare la vita delle persone, al di là dei partiti».
1. Scheda verde – Contratto a tutele crescenti (Jobs Act)
Si propone l’abrogazione del contratto a tutele crescenti, introdotto dal Jobs Act nel 2015. Oggi, chi viene licenziato illegittimamente riceve solo un’indennità (tra 12 e 36 mensilità), senza diritto al reintegro. L’obiettivo del referendum è ripristinare le tutele dell’articolo 18 per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.
2. Scheda arancione – Licenziamenti nelle piccole imprese
Attualmente, chi lavora in aziende con meno di 16 dipendenti ha diritto a un massimo di sei mesi di indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato. Il quesito mira a eliminare questo tetto, equiparando i risarcimenti a quelli delle grandi imprese.
3. Scheda grigia – Contratti a termine senza causale
Il quesito vuole eliminare la possibilità di stipulare contratti a termine senza indicarne la motivazione, oggi consentita per i primi 12 mesi. In caso di vittoria del “Sì”, ogni contratto a termine dovrà indicare la causale, anche per periodi brevi.
4. Scheda rosa – Infortuni e responsabilità solidale
Si chiede di ripristinare la responsabilità solidale tra committente, appaltante e subappaltatore in caso di infortunio sul lavoro. Il lavoratore potrà così rivalersi sull’intera filiera dell’appalto.
Il quesito sulla cittadinanza: verso una nuova legge per i residenti stranieri
5. Scheda gialla – Cittadinanza per stranieri residenti
Promosso da un fronte ampio composto da +Europa, Radicali, Psi, Rifondazione e varie associazioni, il referendum mira a modificare l’articolo 9 della legge 91/1992, riducendo da 10 a 5 anni il periodo minimo di residenza per la richiesta di cittadinanza italiana da parte di cittadini extracomunitari maggiorenni. Restano invariati i requisiti relativi a lingua, reddito e assenza di carichi penali.