L’opposizione in Consiglio regionale dell’Umbria si compatta e chiede la testa della presidente Stefania Proietti, presentando una mozione di sfiducia supportata da un duro attacco alla manovra finanziaria recentemente approvata, la cui entità è stata ridimensionata da 90 a 52 milioni di euro.
Regolamento e blocco delle attività dell’Assemblea
Secondo quanto previsto dal regolamento interno del Consiglio regionale, una volta presentata e dichiarata ammissibile una mozione di sfiducia, la presidente dell’Assemblea è tenuta a sospendere ogni attività delle Commissioni e dell’Assemblea stessa. La discussione della mozione deve essere fissata entro quindici giorni, ma non prima di cinque, dalla sua presentazione. Al centro delle polemiche, proprio il mancato riscontro da parte della presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, accusata dall’opposizione di non aver ancora verificato l’ammissibilità della mozione, agendo di fatto come se questa non esistesse.
Una manovra ridimensionata ma sempre contestata
Durante una conferenza stampa, le forze di centrodestra hanno sottolineato che l’iniziativa non è una semplice battaglia politica, ma nasce per difendere la trasparenza istituzionale e l’interesse dei cittadini. A finire sotto accusa è la revisione della manovra, passata dai 90 milioni inizialmente annunciati a 52 milioni, cifra comunque ritenuta inadeguata e priva di reale efficacia.
Secondo Donatella Tesei, i dati utilizzati dalla presidente Proietti sarebbero stati manipolati per alimentare un falso allarmismo e giustificare un provvedimento definito “devastante”: «Lo spauracchio del commissariamento non ha alcun fondamento né nei numeri né nei fatti. Il disavanzo reale, come indicato dalla relazione della società di consulenza incaricata dalla Regione, si attesta sui 34 milioni di euro, e non 90».
Accuse di gestione opaca e richieste di confronto
Eleonora Pace (FdI) ha attaccato direttamente la presidente Bistocchi, accusandola di mancanza di imparzialità e di non rispettare il ruolo democratico dell’Assemblea. Ha chiesto un confronto trasparente con le minoranze e ha invitato la maggioranza al ritiro della manovra per riavviare una discussione collegiale. Andrea Romizi (Forza Italia) ha parlato di “gravi incongruenze” nel documento finanziario, evidenziando l’assenza di un coinvolgimento effettivo dei territori e delle categorie sociali.
Anche Nilo Arcudi (Umbria civica) ha definito l’iter seguito per l’approvazione della manovra come “senza precedenti”, sottolineando come la gestione dell’intero procedimento abbia minato la fiducia nei confronti delle istituzioni regionali.
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