Asta online su presunta reliquia di Carlo Acutis: scatta la denuncia del vescovo di Assisi

Il caso finisce in Procura: “Se fosse tutto inventato, sarebbe truffa e offesa al sentimento religioso”

Diventa un caso religioso e giudiziario l’asta sul web di una presunta reliquia di Carlo Acutis, il quindicenne lombardo beatificato nel 2020 e prossimo alla canonizzazione prevista per fine aprile. Si tratta, in particolare, di alcuni capelli attribuiti al beato, per i quali è stata avviata una vendita online che ha superato i 2.000 euro prima di concludersi con l’aggiudicazione dell’oggetto a un acquirente ignoto.

A sollevare il caso è stato monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, che ha sporto denuncia contro ignoti e chiesto il sequestro della reliquia. Il corpo del giovane beato è custodito nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, dove ogni giorno numerosi fedeli si recano in preghiera.

“Non sappiamo se le reliquie siano vere o false – ha spiegato il vescovo – ma se fosse tutto inventato, saremmo di fronte, oltre che a una truffa, a una ingiuria al sentimento religioso”. La denuncia è già arrivata alla Procura della Repubblica di Perugia, guidata dal procuratore capo Raffaele Cantone, che ha avviato gli accertamenti.

Una pratica vietata dal diritto canonico

L’annuncio dell’asta è stato pubblicato da un venditore anonimo, nascosto dietro un nickname, che ha dichiarato che la reliquia sarebbe stata autenticata dalla postulazione. Tuttavia, la Diocesi ha immediatamente smentito ogni coinvolgimento e ha verificato che sul web circolano altre presunte reliquie riconducibili a Carlo Acutis, alimentando un vero e proprio “mercato nero digitale” delle reliquie sacre.

Su internet c’è un mercatino di reliquie che riguarda vari santi, come il nostro Francesco, con tanto di prezziario. Una cosa impossibile da accettare”, ha denunciato ancora monsignor Sorrentino, che ha ricordato come il Diritto canonico vieti tassativamente la vendita di reliquie, che possono essere concesse solo dai vescovi e gratuitamente, con la possibilità di offerte libere al santuario, ma mai con finalità commerciali.

L’ombra del lucro e la preoccupazione spirituale

L’episodio ha suscitato grande sdegno nel mondo ecclesiale, anche per la vicinanza con la proclamazione della santità di Carlo Acutis, attesa con commozione dalla comunità cristiana internazionale. “A cosa può portare l’idolo denaro… ho timore che ci sia lo zampino di Satana”, ha commentato il vescovo, parlando di “una grande offesa al sentimento religioso” e di un gesto che mina la dignità della fede e del culto dei santi.

La famiglia di Carlo Acutis ha già donato il corpo del giovane alla diocesi di Assisi, che ne custodisce le spoglie in vista della canonizzazione. La postulazione della causa di santità è attivamente coinvolta nella tutela della memoria del beato, considerato un modello di fede giovanile e già chiamato da molti “patrono di internet”.

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