Emergono altri dettagli scioccanti sulla tragica morte di Andrea Prospero, il 19enne studente universitario trovato senza vita in una stanza affittata a Perugia. Le indagini della Polizia Postale, coordinate dal procuratore Raffaele Cantone e dall’aggiunto Giuseppe Petrazzini, hanno portato all’arresto di un coetaneo romano con l’accusa di istigazione al suicidio.
Il giovane, conosciuto online con il nickname “Valemno”, avrebbe incoraggiato Prospero a togliersi la vita in una chat su Telegram, rafforzando il suo proposito suicidario con messaggi dal tono crudele: “Mangia tutte e 7 le pasticche e basta. Ce la puoi fare. Vai, ammazzati”.
La dinamica del suicidio: trovate compresse di Ossicodone nello stomaco
Il corpo di Andrea Prospero è stato rinvenuto in un B&B di via del Prospetto, con accanto due blister vuoti di Xanax e una porzione di blister di Ossicodone cloridato. L’autopsia, condotta dal medico legale Sergio Scalise Pantuso, ha evidenziato l’assenza di segni di violenza, mentre gli esami tossicologici del dottor Andrea Lazzarini hanno rivelato una grande quantità di compresse di Ossicodone nello stomaco, non ancora digerite, facendo sospettare che siano state ingerite tutte insieme.
Tra gli oggetti repertati nella stanza, oltre ai farmaci, sono stati trovati una corda di canapa lunga otto metri, un computer, cinque telefoni cellulari e ben 46 SIM-card.
L’amicizia virtuale e l’istigazione al suicidio
Prospero e il giovane romano si erano conosciuti online circa due anni fa. La vittima, profondamente provata da un forte disagio esistenziale, si era confidata con lui più che con chiunque altro. Tuttavia, invece di offrire supporto, il ragazzo oggi agli arresti avrebbe rafforzato il suo intento suicida, spingendolo a compiere il gesto e suggerendogli addirittura il metodo: “Con le droghe è più semplice e meglio”, avrebbe detto.