Un’inchiesta condotta dall’Ufficio delle Dogane di Perugia, con il supporto dei Carabinieri, ha portato alla scoperta di un vasto sistema di frode basato sull’emissione e la commercializzazione di false polizze fideiussorie. L’indagine ha accertato la presenza di circa 200 polizze fasulle, emesse a nome di compagnie assicurative nazionali ed estere, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro.
Il sistema della truffa
L’inchiesta è partita dall’analisi di una polizza sospetta presentata all’Ufficio delle Dogane di Perugia. Il successivo monitoraggio dei flussi finanziari ha rivelato un sistema di frode ben organizzato: i premi versati dai clienti non giungevano mai alle compagnie assicurative, ma venivano dirottati su conti correnti esteri riconducibili agli indagati.
Le false polizze venivano utilizzate per:
- Ottenere autorizzazioni nel settore delle accise su prodotti energetici, doganali e per l’esercizio delle sale bingo
- Partecipare a gare d’appalto pubbliche
- Accedere a fondi per la ricostruzione post-sisma del 2016
Le centrali operative della frode sono state individuate a Siracusa e Ascoli Piceno, mentre la rete di distribuzione coinvolgeva broker e società compiacenti che proponevano le polizze a clienti ignari.
Indagini e perquisizioni
Gli investigatori hanno individuato sei persone fisiche, una società e una rete di broker coinvolti nella truffa. Gli indagati utilizzavano indirizzi PEC falsificati e dispositivi di firma digitale intestati a ignari notai per rendere credibili le polizze. Nei casi di fideiussioni nazionali, invece, modificavano i documenti originali spacciandosi per consulenti di reali compagnie assicurative.
La sinergia tra Dogane e Carabinieri ha permesso di monitorare in tempo reale incontri tra i membri dell’organizzazione, portando a perquisizioni in diverse province italiane e al sequestro di documenti e supporti informatici rilevanti per le indagini.
Rinvii a giudizio e sviluppi giudiziari
Tra gli indagati figura un broker perugino, considerato un elemento chiave nella diffusione delle polizze false in Umbria. Con la chiusura delle indagini preliminari, la Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone. Per altri sette indagati, invece, si prospettano richieste di archiviazione o patteggiamento.