L’area di Monteluce è al centro del dibattito politico e amministrativo. Durante l’Assemblea legislativa, l’assessore regionale Francesco De Rebotti ha sottolineato come la zona rappresenti “un polo strategico prioritario”, confermando che sono in corso “contatti con Comune e Università per coordinare attività coerenti con questa prospettiva”.
L’intervento è arrivato in risposta a un’interrogazione presentata da Nilo Arcudi (Tesei presidente-Umbria civica), in cui si chiedeva chiarezza sulle difficoltà nella gestione del fondo immobiliare incaricato dello sviluppo dell’area e sulle prospettive future dei lavori.
Le criticità della riqualificazione e il Piano di Rilancio
Arcudi ha ricordato che il progetto di Monteluce “rappresenta un ambizioso piano di riqualificazione urbana, fondamentale per il rilancio territoriale e lo sviluppo di infrastrutture e servizi”, ma ha evidenziato ritardi e problemi finanziari nella sua attuazione.
Secondo i dati forniti, nel 2020 il saldo negativo del fondo immobiliare ammontava a 40 milioni di euro, con un totale di debiti pari a 54 milioni. Solo un terzo degli interventi previsti è stato completato. Per superare queste difficoltà, le amministrazioni regionale e comunale hanno avviato un Piano di Rilancio, coinvolgendo Prelios (Cassa Depositi e Prestiti) e successivamente Ampre Reoco.
Questo piano ha previsto:
- 800mila euro iniziali per la messa in sicurezza dell’area.
- Ulteriori interventi per oltre 12 milioni di euro.
- La realizzazione della Casa della Comunità di Perugia, con un investimento di 5,5 milioni di euro e un tempo di realizzazione stimato in 13 mesi a partire dal 2025.
Tuttavia, Arcudi ha sollevato dubbi sul rispetto delle tempistiche, sulla completezza degli interventi e sulla trasparenza nella gestione delle garanzie contrattuali e degli appalti. “Chiedo di sapere quali strumenti e metodologie di monitoraggio saranno adottati per garantire il rispetto dei tempi di realizzazione delle opere previste nel Piano di Rilancio dell’area Monteluce”, ha dichiarato.
La risposta di De Rebotti: “Non ci sono debiti, monitoreremo il piano di sviluppo”
L’assessore De Rebotti ha chiarito che “c’è stata una gara pubblica per l’acquisto dell’intero complesso immobiliare” e che Ampre Reoco ha espresso la volontà di acquisire le porzioni ancora in possesso del comparto. Inoltre, ha confermato che la Asl Umbria 1 ha acquistato l’immobile destinato alla Casa della Comunità.
Sul piano economico, De Rebotti ha rassicurato: “Non esistono ad oggi problematiche finanziarie o debiti da gestire” e ha precisato che “non esistono attività di competenza dell’assessorato, poiché l’intera area è di proprietà privata”. Gli interventi pubblici si limiteranno alla Casa della Comunità.
Tuttavia, ha assicurato che la Regione continuerà a monitorare l’attuazione del piano di sviluppo dell’area, in collaborazione con gli enti coinvolti.
L’area Monteluce resta quindi un progetto strategico per Perugia, ma con un percorso ancora da consolidare per garantirne il pieno rilancio.