Ponte sullo Stretto, Scoccia nella commissione tecnica che ha dato l’ok alla Via “con 62 prescrizioni”

La riverlazione dell'inchiesta di Report: "Nessun conflitto di interesse". Ma la metà dei commissari sono tutti politici di centrodestra, c'è anche un altro perugino

Una commissione per la valutazione di impatto ambientale per il Ponte sullo Stretto di Messina composta in gran parte da politici di centro destra. Fra questi, con grande scalpore anche Margherita Scoccia, già candidata sindaco di Perugia per FdI e attuale capo dell’opposizione. A scoprirlo, l’inchiesta di Report sul Ponte andata in onda nella giornata di ieri.

Scoccia, architetto,  ha un master in ingegneria ambientale ma è specializzata in interior design. L’inviato di Rai 3 ha domanda: “Qual è la sua expertise? Lei si occupa di interior design che c’entra?”. Replica: “No, io ho un dottorato di ricerca in ingegneria ambientale e come tale ho presentato il mio curriculum al bando del ministero dell’ambiente”. Ripresa:”Però non è strano? Lei non è nemmeno un tecnico d’area, è proprio un politico, cioè era la candidata del centrodestra in questo comune” Risposta della Scoccia:  “Sono due cose differenti”. L’inviato incalza: “Però come fa a scindere le due cose, cioè quello che è un progetto voluto fortemente da questo Governo?”, Scoccia replica: “La commissione si occupa di valutare i progetti”.

Ancora sul problema che i pilastri del ponte verrebbero costruiti su faglie attive: “Rispetto per esempio al problema delle faglie, cioè avete valutato i coefficienti di accelerazione? Molti tecnici dicono che c’è un problema“. Risposta: “”Ogni commissario si esprime rispetto al proprio ambito di appartenenza. Il parere è all’unanimità, ma c’è sempre un dossier che viene fatto da un tecnico specifico”.

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Scoccia aveva a suo tempo sottolineato questo incarico sui social rispondendo ai deputati Bonelli e Piccolotti che avevano sollevato problemi di conflitto di interesse: “Volevo comunque tranquillizzare Elisabetta Piccolotti che non c’è nessuna incompatibilità tra il mio impegno per la città e il nuovo incarico alla commissione Via-Vas del ministero dell’Ambiente, dove rappresenterò l’Umbria con le mie competenze tecniche e professionali”.

 

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Nella commissione c’è un secondo politico umbro, Stanislao Fella, Responsabile Regionale Dipartimenti per l’Umbria. La commissione ha ovviamente dato favorevole, nonostante 62 prescrizioni.

La questione del Ponte tornerà in ballo, c’è da crederlo, visto che Report ha svelato anche che il progetto, realizzato dalla società Webuild, partendo dal progetto già disegnato nel 2006 dalal Rocksoil, società di Pietro Lunardi, già ministro delle infrastrutture del governo Berlusconi: ad approvarlo, recentemente – e ben prima che giurasse il Governo Meloni – una società presieduta da un amico di famiglia dello stesso Lunardi.

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