Femminicidio di Gaifana, Eliza uccisa nel sonno: forse era premeditato

Femminicidio-suicidio a Gaifana: Eliza Feru uccisa dal marito con un colpo alla nuca. Indagini e testimonianze rivelano una premeditazione lucida e ossessiva.

La tragica vicenda che ha sconvolto Gaifana di Gualdo Tadino continua a far emergere dettagli inquietanti. Eliza Stefania Feru, secpondo quanto emerge, è stata uccisa con un colpo di pistola alla nuca mentre dormiva sul divano del salotto. L’assassino, suo marito Daniele Bordicchia, avrebbe agito con fredda determinazione, mosso da una crescente ossessione e dall’incapacità di accettare l’indipendenza della donna. Una morte nel sonno, per un tragico gesto a cui poi avrebbe fatto seguito il suicidio di Bordicchia.

Secondo gli inquirenti, il crimine si è consumato senza alcuna lite immediata. L’analisi della scena suggerisce un’esecuzione a sangue freddo: Bordicchia, guardia giurata, avrebbe approfittato del momento in cui la moglie si era addormentata, per colpirla da dietro con la pistola di servizio. Dopo aver commesso l’omicidio, si è tolto la vita sdraiandosi sul letto matrimoniale e sparandosi alla tempia.

Le testimonianze raccolte da conoscenti e colleghi escludono episodi di violenza pregressa o l’intenzione di separazione da parte della vittima. Tuttavia, emerge un quadro psicologico che potrebbe spiegare il gesto: l’uomo non accettava di non essere più al centro della vita della moglie, vissuta come un oggetto di proprietà piuttosto che come una persona.Le autopsie, previste per giovedì, dovrebbero fornire ulteriori conferme sulla dinamica del delitto. Gli investigatori, intanto, classificano il caso come un femminicidio-suicidio legato a dissidi coniugali. Nessun biglietto o messaggio è stato lasciato dall’assassino, rendendo il movente un’ipotesi basata esclusivamente sui dati raccolti finora.

La comunità è sotto shock, così come i familiari di Eliza, che ricordano la giovane donna con affetto e stima. “Vorrei svegliarmi e scoprire che tutto questo non è mai successo”, ha dichiarato una delle sorelle della vittima, visibilmente provata.

Eliza lavorava presso l’Istituto Serafico di Assisi, dedicandosi con passione ai ragazzi con gravi disabilità. Francesca Di Maolo, presidente dell’istituto, l’ha descritta come una professionista straordinaria, amata da colleghi e ospiti.

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