La nuova giunta regionale guidata da Stefania Proietti dovrà affrontare una serie di dossier urgenti, tra cui il delicato tema del dimensionamento scolastico. Questo processo, che coinvolge ogni anno la Regione, prevede la definizione della rete scolastica attraverso istituzioni, fusioni, aggregazioni e soppressioni di scuole. L’obiettivo? Creare istituzioni scolastiche con una popolazione conforme ai criteri di ottimizzazione stabiliti dalla normativa.
Una proroga strategica
A novembre, a pochi giorni dalle elezioni, la precedente giunta Tesei ha esercitato una prerogativa legislativa, prorogando di 30 giorni la scadenza per l’adozione del piano di dimensionamento relativo all’anno scolastico 2025/2026. Questa decisione, giustificata dalla concomitanza con l’appuntamento elettorale, lascia alla nuova amministrazione un margine di tempo ridotto. Entro fine dicembre, infatti, Palazzo Donini dovrà concludere l’iter. Se la Regione non agirà, potrebbe intervenire un commissario governativo.
L’allarme di Fabio Barcaioli: rischio commissariamento e tagli
L’assessore all’Istruzione, Fabio Barcaioli, ha definito la situazione come “emergenziale”. Il rischio di ulteriori accorpamenti e riduzioni delle scuole umbre è concreto, una conseguenza diretta delle decisioni del Governo Meloni. Seguendo l’esempio di Emilia Romagna e Campania, Barcaioli ha avviato una verifica sui parametri applicati dal governo, richiamando il recente pronunciamento del TAR Campania, che ha accolto le contestazioni regionali. Un percorso legale simile potrebbe essere intrapreso anche in Umbria.
Diritto allo studio e confronto con gli attori sociali
Barcaioli ha annunciato l’avvio di un dialogo urgente con sindacati, associazioni dei genitori e l’Ufficio scolastico regionale. “Ridurre il numero di scuole danneggia il diritto allo studio” ha dichiarato l’assessore, sottolineando che questa misura impatta negativamente sulle aree più fragili, impoverendo il sistema educativo umbro e diminuendo i posti di lavoro.
Le proposte della Provincia di Perugia
In parallelo, la Provincia di Perugia ha già avanzato alcune proposte di accorpamento. Tra queste, il plesso di Valfabbrica (192 studenti) dovrebbe confluire nell’Istituto Comprensivo Perugia 13, mentre i plessi di Casacastalda (71 studenti) nell’Istituto di Gualdo Tadino. Si prevede inoltre il mantenimento dell’autonomia per gli istituti omnicomprensivi di Cerreto di Spoleto-Sellano e Cascia-Monteleone di Spoleto, in linea con la Strategia nazionale Aree interne, garantendo la continuità territoriale e il mantenimento del personale.
Le prossime sfide
Con tempi strettissimi e una posta in gioco elevata, la nuova giunta dovrà bilanciare esigenze territoriali, tutela del diritto allo studio e direttive governative. Riuscirà l’Umbria a scongiurare commissariamenti e a salvaguardare la qualità dell’istruzione? Il percorso è complesso, ma l’obiettivo dichiarato è chiaro: difendere il futuro delle scuole umbre.