Il numero di persone affette da celiachia in Umbria è in costante aumento, con circa 4.500 diagnosi nel 2023 e una proiezione che prevede il superamento dei 5.000 casi entro pochi anni. Dal 2019 a oggi, il numero di diagnosi è cresciuto del 19%, con un incremento medio annuo del 5%. Questi dati riflettono una tendenza nazionale e sottolineano l’urgenza di affrontare questa patologia autoimmune con strumenti adeguati a livello sanitario e sociale.
Un fenomeno in crescita: oltre le stime attuali
Secondo Samuele Rossi, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia (AiC) Umbria, il dato attuale potrebbe essere sottostimato. «Stimiamo che circa l’1% della popolazione umbra sia affetta da celiachia, ma i primi risultati dello screening pediatrico nazionale su diabete e celiachia suggeriscono un’incidenza ancora maggiore», spiega Rossi. Le proiezioni indicano che potrebbero esserci fino a 8.000 celiaci nella regione, confermando un trend triplicato negli ultimi dieci anni.
La celiachia è una condizione cronica su base autoimmune che, se non diagnosticata o non gestita correttamente, può portare a conseguenze gravi. Anemia, infertilità, stanchezza cronica e scarso accrescimento sono tra i sintomi più comuni, ma in molti casi i segnali possono essere assenti o confusi con altre patologie.
Dieta senza glutine: unica terapia disponibile
Attualmente, l’unica terapia efficace è una rigorosa dieta senza glutine da seguire per tutta la vita. L’esposizione al glutine nei celiaci causa un’infiammazione cronica dell’intestino e, a lungo termine, può compromettere seriamente la salute. «Non riconoscere i sintomi o ignorare la necessità di una dieta adeguata può portare a danni irreversibili», avverte Rossi.
Il ruolo centrale dell’AiC Umbria
L’Associazione Italiana Celiachia Umbria si impegna a supportare i celiaci umbri e le loro famiglie offrendo informazioni, assistenza e percorsi personalizzati. «Accompagniamo i neo-diagnosticati in questo cambiamento radicale, supportandoli nella gestione della patologia in ambito familiare, scolastico e lavorativo», sottolinea il presidente Rossi.
Tra i servizi offerti:
- Consulenza personalizzata per affrontare la dieta senza glutine.
- Progetti educativi e di sensibilizzazione in collaborazione con le istituzioni.
- Supporto nelle scuole e nei luoghi di lavoro per garantire un ambiente inclusivo.
L’associazione invita chiunque abbia dubbi o sospetti sulla celiachia a contattarli, evidenziando come una diagnosi precoce e una corretta gestione possano riportare lo stato di salute del celiaco alla normalità.
Consapevolezza per il futuro
La celiachia, insieme all’intolleranza al glutine, rappresenta ormai un fenomeno sociale che richiede un adeguamento da parte delle istituzioni sanitarie e della società. «Dobbiamo prepararci a gestire un numero crescente di persone direttamente o indirettamente coinvolte», conclude Rossi. L’invito è chiaro: maggiore informazione, diagnosi tempestive e il giusto supporto possono fare la differenza nella vita dei celiaci e delle loro famiglie.