Il 58° Rapporto Censis, diffuso nel 2024, offre uno spunto positivo riguardo alla transizione ecologica nel trasporto pubblico italiano. Tra il 2017 e il 2022, infatti, si è registrata una diminuzione significativa degli autobus più inquinanti, con un forte aumento della quota di mezzi meno inquinanti, come quelli Euro 6, elettrici e ibridi.
Secondo i dati del rapporto, gli autobus Euro 4 o inferiori nei capoluoghi di provincia sono passati dal 46,7% al 21%, segno di un impegno crescente verso la riduzione delle emissioni. Anche la presenza degli autobus Euro 5 ha visto una diminuzione, passando dal 36,4% al 30,5%, mentre i veicoli Euro 6 – quelli meno inquinanti – sono aumentati dal 16,9% al 48,5%.
Tra le innovazioni più significative, si segnalano i progressi verso l’uso di veicoli a trazione elettrica e ibrida, che sono passati dal 2,5% all’8,2% del totale. Allo stesso modo, i mezzi alimentati a metano o Gpl sono passati dal 26,4% al 27,8%, segnando una crescente diversificazione delle fonti energetiche utilizzate nel trasporto pubblico.
I risultati a livello locale sono altrettanto rilevanti: alcune città italiane si sono distinte per i progressi verso la sostenibilità. Per esempio, Perugia, Palermo e Trieste hanno eliminato completamente gli autobus Euro 4 o inferiori, mentre Ancona ha raggiunto il 73,1% di autobus Euro 6, una delle percentuali più alte. Torino, dal canto suo, ha incrementato significativamente la quota di autobus elettrici o ibridi, passando dal 3,6% al 12,9%.
Anche Bologna ha fatto notevoli passi avanti: la percentuale di autobus alimentati a metano o Gpl è salita dal 49,9% al 55,2%, mentre quella dei mezzi elettrici o ibridi è passata dal 10,2% al 22,2%. Un caso di grande rilevanza è rappresentato da Milano, dove la percentuale di autobus elettrici o ibridi è aumentata in modo significativo, passando dal 0,4% al 27,7% in soli cinque anni.