Un percorso lungo e complesso
Il caso di Laura Santi rappresenta un’importante svolta per il diritto alla scelta sul fine vita. La relazione medica ha confermato che la donna rispetta i quattro criteri stabiliti dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio assistito: è capace di prendere decisioni autonome, soffre di una patologia irreversibile, vive con dolori fisici e psicologici considerati insopportabili e dipende da trattamenti di sostegno vitale. Un ulteriore passaggio necessario è ora l’individuazione del farmaco e delle modalità procedurali, che sarà discusso nelle prossime settimane.
Anni di battaglie per la libertà di scelta
Laura Santi ha raccontato come la sua battaglia per il diritto a scegliere il fine vita sia iniziata ben prima dell’aggravarsi della sua condizione. «Da anni lotto per difendere la libertà di scelta alla fine della vita, non solo per me stessa, ma anche per tutte le persone che vivono o vivranno situazioni simili», ha dichiarato. Attualmente, è completamente tetraplegica e soffre di dolori e spasmi quotidiani, condizioni che rendono insostenibile la qualità della sua vita.
Ha inoltre criticato duramente i lunghi tempi di risposta del Servizio sanitario regionale, sottolineando che, con una legge regionale specifica, avrebbe potuto evitare due anni di attesa. Laura ha auspicato che il Consiglio regionale prenda finalmente in esame la proposta di legge “Liberi Subito”, promossa dall’associazione Luca Coscioni.
Una risposta
Se elimini dal pianeta la paura della morte equiparandola al “prendere sonno”, elimini una delle peggiori paure che da sempre ha attanagliato l’umanità e tutte le speculazioni filosofiche ed economiche che la accompagnano..
Un vera rivoluzione culturale. Il concetto va assorbito a piccole dosi.