Ucraina, aborto, banche “armate” e diritti: l’intervista di Proietti fa franare il campo largo

La candidata del campo largo e non solo: "Le armi non risolvono le guerre. Boicottare chi le finanzia. Assistenti sociali per le donne che vogliono abortire. Unioni civili? Non è un tema, sono poche". Protestano i moderati, ma anche un pezzo di sinistra.

È bastata una intervista rilasciata – forse non a caso – a Il Fatto Quotidiano per catapultare tutto d’un tratto Stefania Proietti nel tritatutto. Da destra – ma soprattutto da sinistra – piovono critiche sulla candidata del “fu” campo largo. Nemmeno 24 ore dopo aver riparato allo strappo di Conte con Italia Viva, spiegando che attorno al suo nome c’è una condivisione di programmi che va oltre il “Patto avanti” di cui i renziani non fanno parte, le parole dell’ingegnera sindaco di Assisi fanno tremare un pezzo del Pd e l’ala moderata della sua coalizione.

Perché se è vero che la posizione di Schlein sul conflitto in Medioriente e sul quello in Ucraina è sempre stata ambigua, la linea ufficiale del partito è quella del pieno sostegno sia a Israele  che a Zelensky. E invece: “A Strasburgo c’è un assisano come me, è Marco Tarquinio ed ha la mia stessa idea”. Che è riassumibile con “Niente armi all’Ucraina. Le armi non risolvono le guerre”. Proietti dunque allineata sulle posizioni più oltranziste del Pd e su quelle dei Cinquestelle. Ma non è finita: “Bisogna boicottare le banche armate”. Una roba che non si sentiva dai tempi di Democrazia Proletaria. Posizioni molto sfumate sui temi etici e sui diritti LGBT: “Rispettare la legge del 2016, ma oggi le unioni civili sono poche”; “La vita va difesa anche quando si è immobili in un letto: domandiamoci se certe istanze arrivano dal fatto che la società sta lasciando sola le persone”. E sull’aborto butta la palla in calcio d’angolo: “Bisogna dare alla donna un supporto efficace e permettere l’intervento degli assistenti sociali”. Che vuol dire tutto e niente.

Dunque, l’intervista ha terremotato di colpo la sua coalizione. I moderati, l’area liberale soprattutto, rumoreggiano (eufemismo) e il sostegno a Proietti, già poco convinto vista la ben nota vicinanza alle aree più di sinistra della coalizione, è sempre più sfumato. “Senza armi all’Ucraina Putin se la mangia in due settimane”, dicono. Ma la notizia vera è che pure a sinistra non è che facciano i salti di gioia, in questo caso per la questione dei diritti: “Le risposte in materia di diritti civili della candidata Stefania Proietti a me preoccupano e neanche poco- dicono diversi esponenti della sinistra – Fanno ripiombare il centrosinistra indietro di decenni. Parlare di assistenti sociali per le donne che scelgono di abortire; sottolineare che le unioni civili non sono molto utilizzate; non ribadire che il suicidio assistito è un diritto, ma parlare di difesa della vita a oltranza,non sono parole di sinistra”.

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