Nuovo sviluppo giudiziario per la vicenda che segue l’omicidio di Meredith Kercher, i riflettori si accendono nuovamente su Amanda Knox, la scrittrice americana già assolta per l’omicidio della studentessa britannica. La giovane donna è ancora sotto processo per calunnia, reato per il quale è stata condannata, ma ora la Corte d’assise d’appello di Firenze potrebbe rivedere la sentenza. L’attenzione si concentra sulla seduta di domani, con Knox che rimarrà negli Stati Uniti, “impegnata a occuparsi dei suoi due figli piccoli, uno dei quali nato da poco”, come ha dichiarato all’Ansa l’avvocato Carlo Dalla Vedova.
La controversia riguarda le accuse mosse da Knox nei confronti di Patrick Lumumba nelle fasi iniziali dell’indagine sull’omicidio, avvenuto a Perugia il primo novembre 2007. Lumumba, in seguito riconosciuto estraneo ai fatti e prosciolto, era stato coinvolto da Knox con dichiarazioni poi ritenute calunniose, per le quali la scrittrice aveva ricevuto una condanna a tre anni di reclusione, pena già scontata.
La riapertura del caso arriva dopo che la quinta sezione penale della Cassazione, rispondendo a un’istanza presentata dai legali di Knox, Dalla Vedova e Luca Luparia Donati, ha annullato le sentenze precedenti in virtù del nuovo articolo 628 bis del codice di procedura penale. Tale norma offre la possibilità di annullare “gli effetti pregiudizievoli” di una violazione dei diritti accertata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, come nel caso del diritto di difesa di Knox.
In questa nuova fase giudiziaria, Knox non rischia una condanna più severa rispetto ai tre anni già attribuiti per la calunnia e scontati durante la detenzione dal 6 novembre 2007 al 4 ottobre 2011, periodo dopo il quale fu assolta in appello a Perugia e rilasciata. I suoi difensori puntano all’assoluzione completa da questo ultimo capo d’accusa.
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