La tassa di soggiorno si conferma una risorsa preziosa per l’Italia, rappresentando un vero e proprio tesoretto per le casse comunali. Nel 2023, l’Italia ha superato per la prima volta la quota di 700 milioni di euro, attestandosi a 702 milioni, con una crescita del 13,4% rispetto al 2022, quando il gettito ammontava a 619 milioni di euro. Un incremento significativo, che sottolinea l’importanza di questa imposta nel panorama nazionale, con ben 1.013 Comuni coinvolti nell’incasso da visitatori italiani e stranieri.
Il report del 2023, basato sui dati del Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, evidenzia in particolare l’aumento degli incassi in Umbria. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di soggiorno di JFC, il 35,7% degli incassi nazionali, corrispondenti a oltre 221 milioni di euro, proviene dalle regioni dell’Italia centrale, includendo Lazio, Toscana, Marche ed Umbria. Un altro 29,6% è generato dalle regioni dell’Italia nord orientale, con un totale di circa 183 milioni di euro.
In Umbria, la raccolta del 2023 ha raggiunto i 5 milioni e 523 mila euro, segnando quasi il 25% in più rispetto al 2022, che si era fermato a 4 milioni 116 mila euro. La provincia di Perugia guida la raccolta con 4 milioni 511 mila euro, evidenziando una forte crescita rispetto ai 3 milioni 255 mila euro del 2022. La provincia di Terni segue, superando di poco il milione, con un aumento di 150 mila euro rispetto all’anno precedente.
Le città dell’Umbria mostrano risultati lusinghieri: Assisi si posiziona in testa con 1 milione e 825 mila euro, seguita dal capoluogo regionale, Perugia, che supera il milione. Orvieto, Terni e Spoleto seguono con rispettivi incassi significativi, così come Gubbio e diverse località del Trasimeno, tra cui Passignano, Castiglione del Lago, Magione e Città della Pieve.