Nel corso della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario 2024, svoltasi a Perugia, è stato rivelato un significativo incremento dei ricorsi presentati al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell’Umbria nel 2023. Con una media di quasi tre ricorsi al giorno, si è registrato un aumento del 25% rispetto all’anno antecedente. Questo evento ha segnato il debutto di Piefrancesco Ungari come presidente del TAR umbro, succeduto a Raffaele Potenza, andato in pensione a settembre.
Sebbene il numero di ricorsi ordinari si sia mantenuto stabile rispetto al 2022, con 331 casi rispetto ai 339 dell’anno precedente, è stata notata una marcata crescita nelle richieste di ottemperanza, che hanno raggiunto quota 686, rispetto ai 425 del 2022 e ai 351 del 2021. Questi ricorsi sono legati alla legge Pinto, che offre la possibilità di richiedere un risarcimento per i danni subiti a causa dei lunghi tempi della giustizia, evidenziando uno dei problemi più pressanti del sistema giudiziario italiano.
Ungari ha espresso preoccupazione per questa tendenza, sottolineando come il TAR dell’Umbria si distingua per il numero relativamente elevato di tali richieste, rispetto ad altre regioni. Questo fenomeno è attribuito alla competenza della Corte d’Appello di Perugia sui ricorsi legati ai ritardi della giustizia nei tribunali di Roma e del Lazio, anticipando che le ripercussioni di questa situazione si protrarranno nel tempo. Tutto questo nonostante i tempi di giudizio siano migliori della media italiana. Per risolvere la questione, oltre a chiedere di colmare il vuoto di organico di un magistrato, Ungari propone anche di impiegare l’intelligenza artificiale
Inoltre, Ungari ha sollevato questioni riguardanti la sede del TAR, situata in via Baglioni, che necessita di manutenzione e si trova in un edificio con un contratto di locazione appena terminato. Si pone quindi il dilemma tra mantenere la posizione centrale e prestigiosa dell’attuale sede e le implicazioni finanziarie a breve e lungo termine.
La discussione si estende anche alla gestione del personale, con la segnalazione dell’esigenza di un magistrato di ruolo dedicato alla sede di Umbria, che attualmente condivide il segretario generale con il Lazio, situazione che ha visto il susseguirsi di tre dirigenti solo nell’ultimo anno.