Un imprenditore edile di 53 anni è attualmente sotto indagine dalla Procura di Perugia, con accuse gravi di maltrattamenti nei confronti della sua compagna. La vicenda, che è ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare Margherita Amodeo, risale a ottobre 2021 e si sta dipanando in un drammatico racconto di abusi familiari.
Secondo la denuncia presentata dalla donna, i maltrattamenti sono iniziati a seguito di problemi economici legati all’attività dell’imputato. La relazione, già tesa, è degenerata con comportamenti ostili e minacce. “Ti faccio morire di fame”, “Senza corpo non c’è reato”, sono alcune delle frasi violente che l’imputato avrebbe rivolto alla compagna, che ha dichiarato di aver tollerato il comportamento per paura e per proteggere le due figlie avute insieme.
La situazione è peggiorata quando i due hanno cominciato a vivere da separati in casa. L’uomo, non accettando il rifiuto della compagna di riavvicinarsi, avrebbe iniziato a minacciarla ulteriormente, arrivando a punti estremi di violenza fisica e psicologica. In una delle notti più drammatiche, dopo una lite, la donna è stata svegliata dall’uomo che le avrebbe lanciato addosso gli escrementi dei cani e successivamente l’avrebbe aggredita fisicamente.
L’imputato è accusato di aver minacciato anche di far sparire i cani della compagna e di averla aggredita verbalmente con frasi minacciose e denigratorie. La denuncia include anche un episodio durante una giornata estiva afosa, in cui l’uomo avrebbe augurato alla compagna di “morire di infarto per il troppo caldo”.